Editoriali

29 Mag 2020


Pentecoste e bisogno di speranza

L'editoriale del vescovo di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo

"Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni”. Così ci fa pregare la bellissima sequenza di Pentecoste. Propriamente, in latino, la preghiera ci suggerisce di chiedere allo Spirito Santo “sacrum septenarium”: i sette santi doni. Cari fratelli e sorelle, mi sono soffermato in questi giorni in modo tutto particolare su questi sette doni, che chiediamo allo Spirito Santo. Sempre nella Chiesa ce n’è stato bisogno. Oggi questo bisogno emerge in modo particolarmente evidente (come, d’altra parte, in ogni altro momento di difficoltà e di prova occorso nella storia). Abbiamo bisogno anzitutto del primo di questi sette doni: la sapienza. La sapienza che lo Spirito Santo può donarci in questo tempo non è tanto la capacità scientifica o tecnica di capire le ragioni, le cause, i meccanismi, la soluzione della pandemia che il mondo sta vivendo. La sapienza che solo lo Spirito Santo ci può donare è la capacità di comprendere questa vicenda alla luce della Pasqua del Signore Gesù: Pasqua di passione, morte e risurrezione. Dobbiamo riconoscere che non è né facile né istintivo. Molto più facile - me ne rendo conto anche in questi giorni di dialoghi più frequenti - è limitarsi a raccontare come si è vissuto e che cosa si è fatto in questi giorni. Il che è già una cosa molto importante. 

Ma, ne sono convinto, abbiamo bisogno di quella sapienza che ci aiuti a comprendere attraverso quale via il momento di prova, di sofferenza e di morte che abbiamo vissuto - e in una certa misura stiamo ancora vivendo - possa diventare luogo e occasione di offerta e di amore: amore a Dio e amore ai fratelli. Come ha fatto Gesù che ha reso feconda di vita e di risurrezione la sua ingiusta condanna e la tragica e apparentemente insensata morte in croce, vivendole - con fiducioso abbandono - come dono totale di sé al Padre e ai fratelli. È quella che San Paolo chiama la sapienza della croce, che non viene né dalla carne né dal sangue, ma dallo Spirito del Signore ed è da chiedere continuamente, specialmente quando ci sentiamo incapaci di capire. Certo, per giungere a questa sapienza è necessario capire in profondità le cose: intus-legere, leggere dentro, nel profondo. È il dono dell’intelletto. E abbiamo anche bisogno di distinguere accuratamente tra ciò che è più appariscente e ciò che è più vero, in modo da capire quale strada intraprendere per il tempo che ci è dato di vivere. È il dono del consiglio, quello che permette il vero discernimento. È necessaria, ancora, la forza interiore per resistere alle tentazioni, allo scoraggiamento o alla rassegnazione. È il dono della fortezza. Penso che possano essere sufficienti questo cenni per invitare tutti, in questi giorni, a pregare con insistenza lo Spirito Santo perché ci illumini, ci accompagni e ci sostenga nel vivere da discepoli di Gesù che hanno celebrato la sua Pasqua. Ci aiuti a viverne la realtà e il senso dentro la nostra esistenza e dentro la vita delle nostre comunità, per essere segno e strumento di speranza e di salvezza per l’intero mondo in cui viviamo.

+ Corrado 






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