Editoriali

28 Gen 2022


Abbracciare la Vita

Il bel messaggio di Sofia Goggia dopo la caduta a Cortina.

Le cose accadono, ci accadono, e difficilmente possiamo orientare gli eventi… ma il modo di interpretarli, di vederli, di accoglierli, di farcene influenzare, invece, dipende proprio da noi. (Paolo Curtaz)

Leggo questa verità, e mi viene in mente il messaggio condiviso sui social da Sofia Goggia dopo la brutta caduta nel SuperG di Cortina:

“Ho il cuore spezzato ma se questo è il piano che Dio ha pensato per me, altro non posso fare che spalancare le braccia, accoglierlo e abbracciarlo. E andare avanti”.

La sciatrice campionessa olimpica di discesa libera ha così commentato la caduta che le è costata la distorsione del ginocchio sinistro, con una lesione parziale del legamento crociato (già operato nel 2013), una piccola frattura del perone e una sofferenza muscolo-tendinea. Una diagnosi che comporta uno stop forzato in una stagione sportiva così importante. Sofia Goggia non sarà la portabandiera dell’Italia durante la Cerimonia d’Apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, venerdì 4 febbraio. La speranza è di recuperare per la discesa femminile in programma martedì 15 febbraio, tra poco più di due settimane.

Intanto Sofia spiazza fan e giornalisti con un vero e proprio slalom tra i luoghi comuni, uscendosene con quella parola inaspettata: Dio.

Per molti altri campioni l’infortunio avrebbe assunto i toni della tragedia: una maledetta sfortuna di fronte alla quale non ci si può che arrabbiare. Legittimo. Umano.

Sofia va oltre. Più che sentirsi succube di un destino cieco, si sente parte di un “piano” più grande: tutto concorre al bene, direbbe san Paolo. Se la destinazione è certa, la strada si scopre solo vivendo...  

Nelle parole di Sofia c’è piena fiducia in Colui che, comunque vadano le cose, non ti abbandona e vuole il tuo bene; è la fiducia di un figlio, che sa che il padre non può evitargli la caduta ma tendergli la mano e aiutarlo a rialzarsi. C’è la maturità di chi non imputa a Dio la dinamica del reale, ma si fida della Sua presenza dentro il reale.

E cambia tutto. Ogni situazione, ogni parola, ogni prova, ogni incontro, ogni giorno è da guardare con occhi nuovi, non ripiegandosi su se stessi e sulla propria sfortuna (“Perché proprio a me?”) ma abbandonandosi con fiducia alla volontà di Colui che ci è Padre: “Ora, che cosa vuoi che io faccia? Fammi conoscere la strada!”.

Chi si affida e si fida sa che non è solo nella sventura. E questo dà forza per ricominciare, non arrendersi, sperare.

Possiamo sempre scegliere come guardare alla realtà: cercare il positivo in noi stessi, negli altri, nella storia o passare il tempo a criticare, lamentarci, disperare. Chi con-fida non dis-pera: sa che la realtà non è vuota ma abitata; chi con-fida trasforma il suo destino in destinazione: abbraccia la vita così com’è, e la fa fiorire.

 

(Foto: Facebook - Sofia Goggia)






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