Halloween, la vigilia dei Santi

In questi giorni, ogni anno, c’è chi corre a comprare zucche, lanterne, dolcetti e scherzetti, chi invece si tiene lontano dalla ricorrenza dicendo di non condividerne il messaggio in quanto “lontano dalla nostra cultura cristiano-cattolica”. 

Eppure, se guardiamo all’etimologia della parola arcaica inglese, Halloween significa sera/vigilia dei santi (hallows = santi / een = vigilia, da evening = sera, vigilia). Non c’è bisogno di inventare il neologismo Holyween, perché Halloween significa esattamente questo: è la festa della vigilia dei santi, cioè l’inizio della festa dei santi, perché tutte le grandi feste cristiane (vedi Natale e Pasqua) iniziano nella notte.

I cristiani – grandi maestri della gioia e della festa – hanno messo a calendario la festa dei santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte è vinta e che il duro male è sconfitto. La notte allora si accende di luci, le zucche mettono in fuga dal male, "il piatto dei morti" con castagne, dolcetti e fave è preparato come dono per le anime defunte e richiesta di intercessione presso Dio, cielo e terra si toccano grazie alla comunione che esiste in Gesù tra i vivi ed i morti. Mentre i pagani pensavano che i morti potessero venire a visitarli solo un giorno all’anno nella festa di Sanhedrin (capodanno celtico, corrispondente ad Halloween), i cristiani annunciano con gioia che essi sono con noi tutti i giorni nella Comunione dei Santi appunto.

Solo 30 anni fa, in tempi molto recenti quindi, gli ambienti irrazionalisti, che credono nella magia, e il mondo capitalistico, che governa i mercati, (e anche certi gruppi satanisti) si sono impadroniti di questa festa meravigliosa.

Quello che ci propongono tali contesti – fantasmi, vampiri, lupi mannari, streghe e zombi – è esattamente l’opposto del significato della festa, che è la sconfitta del male. Intrappolati in una logica pagana, c’è la paura, ma nella prospettiva cristiana si apre la speranza.

Halloween ci ricorda che la vita eterna esiste, che i morti (compresi nonni e bisnonni defunti) e, soprattutto, i santi ci accompagnano con la loro dolcezza infinita; il male, la morte esistono, certo, ma non hanno l’ultima parola.

Ognuno poi è libero di travestirsi da zombie o di accendere una lanterna. Quando il significato è chiaro, si presta poi alla libera interpretazione. È bello però sapere che abbiamo la possibilità di riprenderci la festa, di sentirla nostra, liberandola dalle derive noir su cui si gioca gran parte della logica di mercato.

 

Fonte: don Andrea Lonardo (gliscritti.it)






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