Editoriali

06 Ott 2019


Il pifferaio magico

Ho seguito in questi giorni tutto il risalto mediatico suscitato dalla ormai famosa ragazzina svedese Greta, e ho potuto osservare la marea di persone (e di giovani) che sono scesi in piazza a manifestare allo slogan “la nostra terra è in fiamme”. Ora non entrerò nel merito dell’argomento clima. Ci sono i cambiamenti climatici? È colpa nostra? È colpa di qualche paese in particolare? La Terra morirà per colpa nostra? La stessa scienza è divergente sull’argomento e non è mia intenzione affrontarlo da questo punto di vista.

Quello che interessa a me è il fenomeno mediatico, e mi appare sempre più chiara nella mente una immagine di un libro che ho letto da bambino: il pifferaio magico! E vedendo queste schiere di ragazzi scendere in piazza al richiamo magico dei mezzi di comunicazione di massa, la mia mente non può che fare questa associazione. Sicuramente ci sono molti giovani volenterosi e abbastanza maturi da voler sinceramente affrontare questi temi che stanno loro a cuore...ma sono tutti pronti? Il loro stile di vita rispecchia le loro azioni? O siamo spettatori dell’ennesimo esempio in cui i mass media, i social network e gli altri strumenti di comunicazione muovono masse immense di persone col potere magico degli slogan, di questo piffero sottile che suona continuamente e attrae a sé con il fascino della sua musica?

Quindi la mia riflessione non è sul se sia giusto o sbagliato il tema (che può essere il clima come qualsiasi altra cosa). La mia riflessione verte su “a cosa esponiamo i nostri figli? I nostri nipoti? I nostri ragazzi? Noi stessi, a cosa ci esponiamo?” Siamo sicuri di avere davvero la libertà intellettuale, di coscienza, di pensiero... da poter decidere senza anche il minimo dubbio di essere attratti invece dal suono di un piffero magico? In che modo possiamo esserne certi? Chuck Palahniuk diceva: Per avere in mano la propria vita, si deve controllare la quantità e il tipo di messaggi a cui si è esposti.

E noi, a che tipo di messaggi ci esponiamo?

Perché la miglior dittatura (parafrasando una citazione dal film Capitan America) è quella che l’uomo si sceglie da solo; come diceva anche Goethe: “Nessuno è più schiavo di colui che si considera libero senza esserlo”.

Quindi l’unica, la più grande e potente arma, strumento, per essere veramente sicuri di non seguire la magica musica del piffero è il nostro pensiero. Siamo padroni del nostro pensiero e non lasceremo che nessun altro possa diventarlo.






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