Editoriali

27 Nov 2021


Iniziare l’Avvento col piede giusto

Editoriale di don Alessio Magoga, direttore de "L'Azione" (Settimanale della Diocesi di Vittorio Veneto)

“Un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà”. Sono parole di papa Francesco, dalla Evangelii Gaudium, che possono essere utili per iniziare “col piede giusto” questo nuovo Avvento. Tale espressione – che mi è capitato di ascoltare in contesti diversissimi – vuole ricordare che la vita del cristiano è prima di tutto movimento, crescita, dinamismo. Poco importa se si procede lentamente. Decisivo è non fermarsi e, passo dopo passo, continuare.

Nella realtà, tutto evolve e tutto cambia. Il mondo, certo, come testimonia la storia. Ma anche la Chiesa che, accompagnata dallo Spirito, conosce un “progresso” nella conoscenza e nell’approfondimento del mistero di Dio. Lo attesta un importante documento del Concilio Vaticano II – la costituzione dogmatica Dei Verbum – quando parla della “sacra tradizione”: “La tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo”. La Chiesa non si limita a “ripetere” nel corso dei secoli le verità rivelate, ma “cresce” nella loro comprensione e “tende incessantemente – sono ancora parole della Dei Verbum – alla pienezza della verità divina”. Se la Chiesa progredisce, cresce, tende… anche la vita (spirituale e non solo) del cristiano deve entrare dentro a questa logica. Come ha ribadito mons. Agostino Gardin in un recente corso di esercizi spirituali tenutosi in Castello a Vittorio Veneto, per il credente “non basta nascere, ma è necessario anche crescere”: il credente non può accontentarsi dell’esperienza di fede raggiunta, ma – a qualsiasi età e con l’aiuto dello Spirito – è chiamato a mettersi in cammino per rinnovarsi, per capire sempre di più e sempre meglio chi è Dio e, in definitiva, chi è l’uomo.

Tornando alla citazione di apertura di questo editoriale, papa Francesco invita a fare almeno un passo, sebbene “in mezzo a grandi limiti umani”. Assicura che Dio gradisce questo passo più dei percorsi, senza intoppi, delle vite apparentemente perfette di quanti non hanno mai conosciuto davvero la prova. Sono parole che solo un pastore dal cuore grande, che conosce le fragilità e le fatiche degli uomini e donne della sua comunità, può pronunciare. Esse ci restituiscono il volto di un Padre ricco di misericordia, che asseconda, sostiene e gioisce anche del più piccolo passo verso il bene dei suoi figli, a maggior ragione e soprattutto quando è realizzato in un contesto avverso. È facile, infatti, “fare i buoni” quando non costa nulla e non implica alcun rischio. Altra cosa è compiere anche un solo gesto di bene in un ambiente segnato dalla fragilità, dalla sofferenza, dalla violenza... Ci vogliono un grande coraggio, una grande fiducia, una grande speranza nel Dio della misericordia. Ma ci vuole anche una grande speranza nell’uomo, per il quale vale la pena – pur in mezzo a tante difficoltà – far fatica e rischiare.

Questo tempo di Avvento è l’occasione per metterci di nuovo in cammino, un passo dopo l’altro, anche se in mezzo a fatiche e timori. Animati dalla speranza che nasce dalla fede nel Dio della tenerezza, non lasciamoci irretire dalla paura. Questo frammento di storia, in cui ci è dato di vivere, ci chiede un “surplus” di vigilanza, di coraggio e di speranza per comprendere ciò a cui Dio ci chiama, fosse pure un unico e semplice passo da fare. La bellezza umile e piena di calore del Natale, verso cui iniziamo il cammino, ci aiuti a riscoprire la nostra umanità ed a riconoscerci vicendevolmente fratelli e sorelle.






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