Italia 2021, rinascere in bellezza

Che cosa poterci augurare davvero all’inizio di questo nuovo anno 2021, in cui sui apre un nuovo libro di vita e di speranze, per tutti? Il ritorno della bellezza, in questo nostro Paese che rappresenta il giacimento culturale più ricco al mondo, la rappresentazione più eloquente della tradizione perenne della letteratura, dell’arte e della musica, l’espressione straordinaria dell’armonia e della genialità che provengono dai talenti e dai sentimenti più nobili dell’animo umano. L’Italia non può che rinascere da qui, ritrovando le radici spirituali di una “mission” che le è stata affidata nella notte dei tempi, di una vocazione naturale al gusto, allo stile, alla creatività e all’immagine del bello che sono nel suo dna, nella sua storia, nel lascito attualissimo del suo originalissimo contributo al destino dell’umanità. Dopo Leonardo Da Vinci e Raffaello, ricordati con operosa ammirazione dalla cultura universale in anni recenti, il 2021 è l’anno di Dante Alighieri. E Parma è ancora Capitale italiana della Cultura, dopo aver ricoperto questo ruolo anche nel 2020. Bastano questi nomi per evocare la grandezza e il fascino inarrivabile del genio italiano, sparso ovunque. Non ci sono infatti periferie in Italia per quanto riguarda la cultura. La bellezza è in ogni luogo, a cominciare dall’amenità dei paesaggi naturali, dallo splendore degli insediamenti umani e dalle realizzazioni delle genti locali che hanno intessuto lodi a Dio con lo splendore di chiese, architetture e monumenti a partire dagli albori della civiltà cristiana. Oggi è l’occasione unica, decisiva, irripetibile. Mentre si lotta insieme per vincere definitivamente la sfida del covid che ha cambiato le nostre vite, la crisi che si è aperta ci invita a cambiare passo, a guardare in alto, a riscoprire il mondo nuovo, dentro e fuori di noi, a cogliere ciò che ha veramente senso, valore, priorità. Dopo l’oscurità che ci ha avvolto per lunghi mesi, nel nuovo anno di luce che vogliamo per tutti non possiamo ripetere le scelte sbagliate, i gravi errori compiuti, gli investimenti miopi, le dissipazioni evidenti. La cultura e la bellezza non possono essere ancora e sempre cenerentole e residuali nel Paese che ne annovera le testimonianze e le espressioni più numerose ed eloquenti al mondo. Occorre rimettere in campo idee, energie, competenze e risorse con determinazione convinta e diffusa: da questi settori, adeguatamente valorizzati e collocati doverosamente  in cima alle priorità dell’agenda nazionale, possono derivare un “sentiment” qualificato di identità e visione, manutenzione e restauro, recupero funzionale e valorizzazione dei beni, promozione di personalità illustri e di  eventi, per un efficace ritorno in termini di cultura, educazione civica e socialità, utilizzo delle tecnologie digitali e di nuove sperimentazioni di ricerca e applicate, equilibrio ambientale e sostenibilità ecologica, “new economy” centrata su un turismo di qualità entro i patri  confini, autentico, esperienziale, emozionale e “slow”.  Si rinasce in una dinamica nazionale, si rinasce dai territori: lo dimostrano chiaramente le tante esperienze collegabili in rete di questi anni, a Nord, al Centro e al Sud, dove non mancano mai le idee, i progetti e le realizzazioni concrete. Invece, difettano spesso a livello centrale la visione d’insieme, la volontà politica coerente, la capacità di assumere veramente le eccellenze d’Italia in termini di cultura e di bellezza come straordinario biglietto da visita del nostro Paese. Proprio questi sono i settori fondamentali per il rilancio del “made in Italy” ammirato e apprezzato in tutto il mondo, con benefici effetti dal punto di vista economico, nei quali devono finalmente diventare protagoniste le giovani generazioni che garantiscono la freschezza del talento, la qualità della preparazione e le capacità innovative nelle arti e nei mestieri del terzo millennio. Occorre lavorare, intraprendere, investire, essere convinti di tutto questo anche e soprattutto in questo momento di difficoltà evidente, per poter essere comunque pronti e attrezzati alla sfida planetaria nella nuova fase che andrà comunque ad aprirsi nell’era post covid. Perché le cose antiche, preziose e di valore della storia e dell’umanità geniale del nostro Paese sono le cose nuove autentiche per la rinascita dell’Italia, al tempo dell’anno 2021.

 

(Il dott. Marco Zabotti, che firma l'articolo, è direttore scientifico dell'Istituto "Beato Toniolo" e coordinatore della rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo - VIP)

  






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Marco Zabotti
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Pieve di Soligo (TV)




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