Un’ordinanza per essere uomini

Andrea Costa, sindaco di Luzzara, ordina di smettere di essere cattivi. Le sanzioni? Arte e lettura di libri

Il tema dell’odio sociale sembra non aver nulla a che fare con lo spread, l’inflazione, l’iva, il reddito di cittadinanza… eppure ci riguarda, riguarda la salute civile di ogni paese. In quanto tale è anche una questione politica ed economica, oltre che morale e sociale.

Andrea Costa, sindaco di Luzzara, comune della Bassa in provincia di Reggio Emilia, ha deciso di occuparsene: nei giorni scorsi ha emanato un’ordinanza contro odio e cattiveria sia in luoghi pubblici sia in «piazze virtuali» come i social. Ed è la prima volta in Italia che un primo cittadino si spinge, con un’ordinanza, a vietare ogni sorta di cattiveria nel suo comune! Il testo dattiloscritto da Costa contiene anche l’indicazione di un indirizzo email (stopcattiveria@comune.luzzara.re.it) cui è possibile inviare le segnalazioni di comportamenti che violano l’ordinanza in questione, sia chiaro, con tanto di prove. Le punizioni per i contravventori saranno d’ordine educativo, civile, culturale: leggere libri, vedere film e rappresentazioni teatrali, ammirare opere d’arte, visitare luoghi-simbolo del rispetto e della tolleranza, svolgere almeno 10 ore di volontariato...

Tra le letture caldeggiate, in primis la Costituzione e poi altri testi fondanti come “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jalloun, “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar e “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee. Tra i film, “La vita è bella”, “Quarto potere”, “Philadelphia” e “Inside out”. Come rappresentazioni teatrali si raccomanda l’“Edipo Re” o “Medea” tratte dalle omonime opere di due massimi poeti tragici greci, rispettivamente Sofocle e Euripide. Tra le esperienze significative, una visita al vicino campo di concentramento di Fossoli (Carpi), dove toccare con mano la vastità e l’assurdità del male, o al complesso delle sette chiese di Santo Stefano a Bologna, in cui contemplare e assorbire la bellezza, perché, per riprendere una nota affermazione di Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”: il bello guarisce, salva. Così, tra le sanzioni inflitte ai “cattivisti” rientra anche il godimento di opere d’arte, quali gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. E infine il volontariato presso una delle associazioni operanti sul territorio comunale, per rimboccarsi le maniche e riscoprire altruismo, gratuità, spirito di condivisione e responsabilità sociale.

«Cerca di essere uomo prima di essere gente» cantava Jovanotti in una sua canzone (“Barabba”, 1994). È così: il nostro Paese ha bisogno di uomini, non di una massa conformista e anonima dai toni bassi e ruvidi facilmente manipolabile. Se non si eleva il livello della comunicazione sociale, l’autonomia di pensiero si eclissa, il desiderio di informazione muore, le emozioni finiscono per dipendere da un post, da un tweet e le scelte sono tenute in pugno dalla persuasione. L’ordinanza del sindaco di Luzzara è esemplare in quanto richiamo all’umanità, e questo dovrebbe essere compito necessario della politica. Se guardiamo all’etimologia del termine, troviamo la parola greca “polis”, che indica un'entità politica, sociale ed economica, ma anche e soprattutto etico-morale. Meta finale della politica per i greci era conseguire “il vivere bene”, così gli interessi di ciascun individuo venivano a coincidere con quelli della comunità. Fu Platone il primo a teorizzare la “polis” come un organismo educativo collettivo nei confronti del singolo, finalizzato al bene comune. Se per Platone la “polis” era un ideale, per Aristotele diventa un dato naturale: l’uomo è un “animale politico” naturalmente provvisto di “logos”, cioè di intelletto e parola che ben si accordano con la sua innata socialità; mediante il “logos” gli uomini possono trovare un terreno comune di confronto, d’intesa, di crescita. Questa è la vita politica. Tutto passa attraverso il nostro essere uomini…

 

Immagine di copertina: Gian Lorenzo Bernini “L'anima beata e l'anima dannata”






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