Omaggio a Lomasti

Via Pesa Mosca

L'amico Pier da tempo ha in testa un progetto, ripetere la prima via aperta dal famoso Ernesto Lomasti, definito da Piussi "il più forte alpinista friulano".

Nato a Udine il 29 ottobre 1959 e morto ad Arnad durante il servizio militare, il 12 giugno 1979, è stato uno dei primi alpinisti a passare il VII grado senza scarpette, numerose le sue solitarie anche invernali, fino ad incontrare il fortissimo Mazzilis, i due nel 1977 e 78 compiono numerose difficilissime ripetizioni tra cui la strapiombante e marcia parete dell'anticima nord di Cima Grande della Scala, parete che aveva respinto gente del calibro di Comici e Piussi.

Così partiamo alla volta del passo Pramollo, dove sostiamo qualche tornate prima in prossimita di un caseggiato abbandonato, raggiungiamo la caratteristica baita Winkel, da noi ben conosciuta visto i precedenti sulla Torre Clampil e Malvueric.

La via si svolge sulla Creta di Pricot, sulla destra, pochi minuti dopo aver passato la baita si intravede una grossa caverna e si inizia a salire un ripido strappetto di rocce rotte.

I gradi non sono alti, ma la via è totalmente esplorativa, in quanto non ci sono chiodi di passaggio e le soste, spesso da rinforzare, una bella prova mentale e un ottimo allenamento a posizionare protezioni mobili.

Infatti, in un passaggio delicato, per proteggermi, posso solo piantare un chiodo, non mi era mai capitato, mi sono sentito come i primi salitori che non avevano altri mezzi per limitare i danni di un volo, una sensazione strana, il mio primo chiodo sulla prima via aperta dal più grande alpinista friulano...

In breve arriviamo in cima alla forcella, da li per prati si rientra alla macchina, altrimenti si sale tra sentieri e qualche passaggio di cresta alla cima, ovviamente scegliamo la cima anche se Pier timidamente mi avvisa che sarà un pò lunga...

Un pò lunga era un eufemismo, saranno stati almeno altri 500mt di dislivello e circa 3km alla cima della Creta di Pricot, ma da lì poi bisognava raggiungere la cima del Monte Cavallo (caratteristica campana), un altro km circa per poi rientrare tramite una ferrata nei pressi della base della Torre Clampil, dapprima per rocce rotte e poi per comodo sentiero fino all'auto.

Via decisamente alpinistica, un IV grado di una volta, (a metà passando centrali diventa un bel V di tutto rispetto), itinerario da scoprire, non banale e molto allenante per le prove future, insomma come piacciono a noi...

 

 

 

 

 






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