Pala della Gigia

Moiazza... Un viaggio...

La voglia di montagna è tanta, ma le temperature anomale ci rendono difficile la scelta della meta, così dopo una lunga cernita, trovo sulla guida di "IV grado", Pala della Gigia, in Moiazza, vicino alla Torre Jolanda già fatta in precedenza, via di IV con 2 o 3 passaggi di V- e discesa su sentiero.

Siamo in 5: io, Nicola, Teseo e le loro ragazze. Partiamo alle 7. Subito un inconveniente: a Vittorio Nord, chiacchierando ci accorgiamo che a Nicola manca del materiale, così dobbiamo tornare indietro a prenderlo, perdendo così un bel pò di tempo.

Arriviamo al passo Duran alle 9 passate, camminando sul sentiero si sta bene in maglietta, il sole scalda e l'aria è accettabile.

L'avvicinamento è lo stesso della Torre Jolanda. In meno di un'ora siamo alla base dello zoccolo, che, con qualche breve passo di III, in due tiri da 60mt, ci porta al primo camino della "Gigia".

Io sono in cordata con le ragazze, mentre Nicola fa coppia con Teseo. Il primo tiro non ha protezioni, visto il grado (IV) io sono con le scarpe da avvicinamento, ma in realtà si presenta già più sostenuto. Con l'uso di qualche friend e dopo aver piantato un chiodo, arrivo in sosta.

La via mantiene difficoltà costanti sul V, eccetto per il facile quarto tiro, le protezioni sono poche e ben distanti. La ragazza di Teseo è alla "sua prima salita" e comincia ad essere un pò stanca, mentre l'altra, propabilmente caricata da un senso di responsabilità nei confronti dell'amica, sale "come un treno".

Alla fine in 4 ore e mezza siamo in cima. Le ragazze tirano un sospiro di sollievo. Poco dopo arriva anche l'altra cordata; due foto, mangiamo qualcosa e raggiungiamo la Torre Jolanda dalla quale parte il sentiero di discesa.

Essendo ostico, io resto legato alle ragazze "in conserva" mentre Teseo e Nicola vanno avanti, ma dopo pochi metri hanno una brutta sorpresa: sul sentiero c'è un metro di neve ghiacciata, così dobbiamo risalire la "Jolanda" ed effettuare le doppie per scendere.

Il tratto semi attrezzato che ci porta sulla torre, è anch'esso ghiacciato; a Teseo, tocca tirare una corda fissa per le ragazze, usando il martello come una piccozza.

Dopo lunghe manovre per effettuare il tutto in totale sicurezza per loro, siamo in cima; ormai sono le 17.00 passate. Iniziamo le calate: Teseo è il primo a trovare la sosta sottostante ed io l'ultimo a fare i nodi e le manovre a tutti.

Essendo in 5 le cose si dilungano notevolmente, inizia a fare veramente freddo, ma le ragazze hanno carattere: pur non avendo quasi mai fatto doppie, si lamentano pochissimo, hanno capito la situazione e la stanno affrontando nel migliore dei modi, con calma e sangue freddo.

Alla penultima calata, sentiamo un urlo di gioia: la Betta e Teseo sono risuciti ad arrivare a terra già con questa; in breve ci siamo tutti. Sono le 19.00, ma solo sorrisi su tutti i volti, la stanchezza non si sente nemmeno, c'è addirittura chi corre per il sentiero dopo 9 ore in parete...

Arriviamo all'auto alle 20.30 circa, smistiamo i materiali e andiamo a mangiare una pizza parlando delle sensazioni provate. La via è stata bella anche se dura, la mia guida la metteva di IV, mentre su altre la danno di V pieno, già più veritiere, ma questo non ha fatto altro che dare ancora più merito alle ragazze non abituate ad avventure così lunghe ed impegnative, ormai future alpiniste...






ABOUT AUTORE









Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok