Sorapis

Il dito di Dio

Venerdì approfittando di una lunga finestra di bel tempo, puntiamo la cima del Sorapis 3205mt, un'escursione lunga ma che per noi abituati a pareti ben più difficili, non dovrebbe presentare alcun problema.

Partenza da Vittorio Sud, alle 5.40 e un oretta dopo eravamo gia in cammino verso il rifugio Scotter, i primi 600mt di dislivello, le gambe non mi girano ma spero si sblocchino a breve, da li prendiamo per il rifugio San Marco, con sempre alla nostra destra l'imponente Antelao quasi come a dirci "non volete salirmi", bello, serio e indubbiamente gigantesco.

Arrivati al rifugio ci concediamo la prima tappa, caffè e fettina di strudel, intanto chiacchieriamo con un ragazzo, anche lui delle nostre zone che stava chiudendo l'Alta via n.4, da lì ripartiamo in direzione forcella Grande 2250mt, gambe ancora legnose, raggiunta ci perdiamo ad ammirare il paesaggio, siamo su di un facile prato e abbiamo stupende pareti tutt'attorno a noi, tra tutte la torre Sabbioni, prossimo obbiettivo da scalare.

Continuiamo verso il bivacco Slataper, un sentiero facile, in piano (ma interminabile), che all'ultimo impenna e ci porta a 2600mt circa, finalmente sciolte le gambe, adesso si viaggia. Appena sotto al bivacco, deviamo per un ghiaione, da qui la nostra descrizione cita "Ghiaione duro, ma in quota"... Ci guardiamo e in quota non c'era niente, il ghiaione in realtà sale di altri 200 metri tra i nevai rimasti e ci porta alle rocce dove comincia la via normale.

Ci mancano solo 400mt alla cima, ma visti da qui sembrano molti di più, così iniziamo a salire rapidamente fino al punto "chiave" che nella nostra relazione era indicato come ripido e molto duro, troviamo anche una corda penzolante lacerata, ma in realtà è appigliatissimo, lo passiamo agevolmente nonostante gli zaini incredibilmente pesanti (almeno 10kg), dal rifugio ci avevano allarmato che poteva esserci ghiaccio e serviva una corda da almeno 40mt.

Salendo incontriamo due ragazzi Tedeschi che scendevano, e scambiamo due chiacchere sui passaggi successivi, cosi decido di lasciare lo zaino in una nicchia e proseguire finalmente leggero.

A circa 50mt dalla cima perdiamo il segno e finiamo su una guglia vicina, ma vedendo la croce su quella affianco scendiamo di qualche metro e traversiamo per riprendere la giusta traccia.

Siamo in cima... Un' emozione particolare, era tanto che parlavo di farlo ma tra crolli e l'accavallarsi di obiettivi, l'avevo sempre rimandato, ed ora finalmente eccomi qua su quest'esile cima a 3205mt, unica pecca, le nuvole, che ci hanno permesso di vedere il panorama solo 5 minuti, per poi avvolgerci per tutta la discesa fino al rientro sul ghiaione.

Piccola pausa sotto al bivacco e poi via veloci fino al rifugio San Marco per una Birra a suggellare la salita e poi giù fino all'auto.

Salita facile e divertente, richiede tanta resistenza, sono 22,6km per un dislivello complessivo di 1900mt di salita e 1900mt di discesa, passo sicuro sull'ultimo tratto e un pò di dimestichezza nei passaggi di roccia, specie a scendere, ma volendo ci sono dei chiodi per attrezzare una doppia in caso di pioggia o ghiaccio.

 








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