Torri del Vajolet

Tre piccoli gioielli

Da tempo si voleva andare al rifugio Re Alberto I, così risolti vari inghippi di tempistica, ci troviamo solamente in due a partire, dopo aver passato un'intero pomeriggio a guardare relazioni e modalità rapide di avvicinamento.

Partiamo il giovedì mattina alle 6.30, destinazione Pera di Fassa, da lì un bus navetta ci ha portato al rifugio Gardeggia, qui il grosso affollamento di gente ci ha fatto ritardare di un'ora tutto il nostro programma.

Dal suddetto rifugio, iniziamo il nostro avvicinamento a piedi con degli zaini a dir poco pesanti, in meno di mezzora siamo già ai rifugi Vajolet e Preuss, da li si prende a sinistra faccia a monte il sentiero attrezzato che conduce direttamente al Re Alberto I, carichi per l'imminente scalata, lo raggiungiamo in 40 minuti recuperando tutto il tempo perso in precedenza.

Al rifugio sistemiamo zaini e materiale in camera, un caffè e partiamo, il cielo è stupendo, fa freddo circa 6 gradi, ma la torre Delago, con il suo affilato spigolo ci chiama insistentemente, sono un pò teso non ho mai arrampicato in questa zona, non ho idea se i gradi siano giusti o meno, così affronto la prima placca appoggiata male, nervosamente fino alla prima sosta. Da lì butto l'occhio sul tiro successivo, spettacolare, un passo a sx e sotto di me il vuoto totale, 6 metri così e poi rientro a dx sullo spigolo, bellissimo...

In un attimo siamo in cima, avendo tutto il giorno seguente per arrampicare decidiamo di goderci la cima, restando sopra almeno 40 minuti, pace silenzio, un panorama a 360°, guardavo tutte quelle formichine che andavano e venivano dai vari sentieri sottostanti, la mente si svuota e ti rendi conto di quante cose fantastiche ti circondano, esci dalla consueta frenesia per entrare in un'altra dimensione.

Una volta scesi andiamo in camera a riposarci aspettando il tramonto e la cena, poi (essendo la notte di San Lorenzo) ci sediamo fuori con altri ragazzi ad ammirare le stelle cadendi, uno spettacolo unico da lassù.

La mattina seguente, il tempo ci tradisce, ci svegliamo alle 7.30 con deboli fiocchi di neve, fa freddo, il termometro segna 0 gradi, il sogno di fare le due torri mancanti si allontana, colazione e partiamo subito per quella che ci avrebbe portato via più tempo.

Intanto la neve e il vento aumentano, in parete ci siamo solo noi e alcune guide con i clienti, cerco di salire velocemente ma ciò nonostante siamo in cima alle 13.30, la discesa è un pò laborisoa e nell'ultima calata troviamo anche traffico, così siamo giù alle 14.30, la neve diventata acqua, ha bagnato le pareti ed è già tardi, dobbiamo rinucciare alla torre centrale la Stabeler.

Mentre salivo la Winkler, con il freddo e i fiocchi che si posavano, sentivo un certo brivido, sono passato attraverso la storia, il mitico Winkler riss, una via aperta nel 1887 da una fortissima meteora dell'alpinismo Winkler e il giorno prima una via del "diavolo delle dolomiti" Tita Piaz.

Ci scaldiamo in rifugio e poi giù di corsa all'auto, ci aspettano altre due ore per tornare a casa, pensando già a quando fare la Stabeler, tenendo conto che il posto è pieno di guglie e torri da scalare, infatti dietro alle tre più famose che si vedono su ogni foto, ci sono altri tre bastioni ed un'infinità di pareti e vie...








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