Cima Ovest

Tre Cime di Lavaredo

Dopo il tentativo di luglio, bloccati dalla troppa neve, questa volta siamo in quattro, armati di tutto punto, pronti per qualsiasi situazione.

Partiamo alle 6.00 grazie all'esperienza di Pier, altrimenti, vista la relazione, saremmo partiti più tardi...  "Salita facile, tempo previsto 3 ore, ideale per principianti".

Alle 8.30 iniziamo il tracciato che in breve ci porta al primo detritico canale, che sale velocemente tra ghiaccio, e qualche lieve lingua di neve, fino alle prime creste friabili, da lì per facili passaggi arriviamo ad una paretina di III+ che passiamo in libera per ottimizzare i tempi.

Affrontiamo uno scomodo e delicato traverso, parti ghiacciate sia per le mani che per i piedi e poi un canale friabile ci porta al "passo del gatto", anch'esso ghiacciato, proseguiamo sull'esile cengia, ma da qui dobbiamo legarci, il passo successivo è insidioso, neve sopra e ghiaccio sotto, con due friend e un chiodo raggiungiamo il penultimo canale.

Salito questo ci troviamo su una selletta ghiacciata. Davanti a noi l'ultimo muretto di IV, completamente coperto di ghiaccio, "sembrava una glassa trasparente", così lo prendo un pò a sinistra, sul limite del ghiaccio. Dopo tre passaggi, trovo un chiodo e poi su, di nuovo al sole; "non sentivo più le dita".

Eccoci sull'ultima cengia. Mancano pochi passaggi, ma, a sorpresa... Un altro muretto di IV, ghiacciato, ci divide dalla cima. Fortunatamente c'è in nostro aiuto una corda fissa che ci permette di passare senza rischi; da qui si vede la croce della cima. "È fatta!": un ultimo sali e scendi delicato tra quattro guglie spaccate e siamo lì in vetta alla Ovest.

Bello... Un sole splendido, un cielo sereno, un panorama pazzesco... Dopo le ultime salite tra nebbia e mal tempo, ci voleva proprio!!!

Saremmo rimasti lì ore a godere dello spettacolo, ma Pier ci richiama all'ordine "ragazzi la discesa è lunga in queste condizioni, meglio muoversi" , e, come sempre, aveva ragione:  abbiamo raggiunto la cima in 3 ore e mezza, mentre la discesa è durata 4 ore, contando un'ora circa tra la sosta in cima e quella nella cengia appena sotto; alla fine abbiamo impiegato un totale di 9 ore per ritornare all'auto.

Effettivamente la discesa, a causa delle numerosi parti ghiacciate, specie nei traversi, è stata lunga e laboriosa, abbastanza intuitiva ma delicata, fino al canale di partenza.

A mio giudizio, tra le tre, è la piu delicata: la Grande è facile e abbastanza diretta; la Piccola è un pò laboriosa ma il tracciato è buono, comporta qualche rischio in discesa, avendo tutte le doppie in linea e se ci sono altre cordate il rischio sassi è alto; la Ovest invece prevede dei passaggi che, se fatti in libera, sono molto pericolosi, la roccia è abbastanza friabile, ma la soddisfazione è tanta: esserci sopra è veramente unico, ti riempe gli occhi e il cuore di gioia.








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