Cima San Francesco

Val Settimana

Nella disperata ricerca di qualche canala da risalire con picche e ramponi, torniamo in val Settimana. Dopo le precedenti uscite in zona, su consiglio del Pier, puntiamo cima San Francesco 2280mt circa con un bel canale ripido e sempre in ombra.

Fiduciosi che dopo la recente nevicata ed il successivo freddo avremmo trovato la neve giusta per salire e scartati altri suggerimenti con avvicinamenti ancor più lunghi di questo, alle 6 del mattino partiamo in direzione Claut, val Settimana.

Tutto inizia nel migliore dei modi: neve a fondovalle e nel bosco che porta al rifugio, temperatura -10° circa. Il torrente appena prima della casera Senons, è completamente ghiacciato, fornendoci un divertente attraversamento.

Dalla casera, tutto il bosco che sale verso la nostra cima, continua ad essere ben innevato, ma, man mano che saliamo, il nostro canale si scopre a noi, e ahimè... è quasi spoglio, un'esile lingua di neve.

Siamo arrivati alla base di questa ripida rampa, che per più di metà era costituita da uno scivoloso ghiaione, molto instabile. Un po' vuoi per ottimismo, un po' vuoi per principio, dato che avevamo tutto quel materiale... mi è sembrato d'obbligo traversare e raggiungere quell'esile lingua di neve, mettendo i ramponi e armandomi di piccozza; in realtà era fattibile anche senza, il sole stava già scaldano la neve.

Arrivati in forcella, facciamo la conta delle perdite... Nicola una piccozza, Teseo il thermos, che, mentre si stava ramponando, io stesso avevo mal riposto nel suo zaino... Èstato divertente vederlo scivolare proprio nella lingua di neve a tutta velocità... Sembrava un colpo di cannone della prima Guerra Mondiale, sparato a valle, deciso a non interrompere assolutamente la sua corsa.

Adesso ci aspettano dei divertenti canali di II/III grado che sembrano puliti dalla neve. Dato l'eccessivo caldo, lasciamo zaini e vestiario ancorati con le picche sulla neve in forcella e procediamo verso la vetta, seguendo gli omini.

I passaggi sono facili, ma la roccia è molto friabile, comunque, senza una via obbligata, arriviamo in cima, dove per prima cosa scattiamo le solite foto di rito. È una giornata limpidissima, si riesce a vedere persino la laguna, ma, fra tutti, spunta solitario l'affascinante Duranno, salito l'anno scorso con l'amico Teseo.

Iniziamo la discesa, ma del materiale per fare le doppie lasciato qualche settimana da Pier non c'è traccia... Dobbiamo disarrampicare in libera, cosa che avrei evitato volentieri vista la precarietà degli appigli; comunque, in breve, siamo in forcella e poi giù per il "ghiaionevaio", quindi attraversiamo il bosco e, in un ora, siamo nuovamente alla casera Senon, dove troviamo gli amici ad aspettarci con un panino caldo e una fetta di dolce.

Bella cima, ma la consiglio solo se il canalone è innevato, altrimenti diventa una faticosa "ravanata" e tende a ridurre il gusto dell'ultimo tratto di arrampicata; comunque non è banale, richiede passo sicuro e tranquillità nel "friabile".








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