Crode di San Pietro

Primo gennaio alternativo...

Dopo aver festeggiato il capodanno a casa con amici, decidiamo di partire la mattina del e di raggiungere Teseo e compagna, che hanno trascorso la notte al rifugio Antelao, situato alle spalle dell'omonimo massiccio.

Confortati dalla possibilità di toglierci i primi 1000mt di dislivello salendo con il panda 4x4 dell'amico fino al rifugio, partiamo alle 7.30 da casa. In un'ora siamo nel paesino di Pozzale. Da qui, per strada sterrata risalente alla prima guerra mondiale, in un'altra mezzora, siamo al rifugio.

Salutiamo gli amici e facciamo colazione in rifugio. Interroghiamo poi il gestore sulla fattibilità della cima di fronte a noi; egli, perplesso, ci risponde "volete fare quella??? So che si sale di là, ma...".

Confortati dalle chiare spiegazioni, in cinque, seguiamo il sentiero, tranquillo e molto panoramico che ci porta a sud di sua maestà Antelao... Wow, manca il fiato, sembra di essere in Nepal: usciamo da un altipiano erboso per trovarci questa cima innevata e maestosa lì davanti a noi quasi come una cartolina; impossibile non fantasticare sulle possibili vie di salita con e senza sci.

Proseguiamo il nostro giro e passiamo un bivacco. Da qui cominciano i problemi: il sentiero sparisce e diventa una costante arrampicata su creste. Dopo i primi passaggi, un ragazza preferisce tornare indietro e l'altra per farle compagnia e non rallentarci troppo decide anch'essa di scendere, così restiamo in tre.

Impossibile sbagliarsi tra segni e spit: saliamo abbastanza veloci. Arrivati sulla cresta apparentemente più alta, pensiamo di aver finito, ma in realtà era solo la prima di tre o quattro anticime che, con passaggi per nulla banali e in parte ghiacciati, ci portano sulla vera cima.

Panorama aperto a 360°. Una vecchia bottiglietta di grappa funge da libro di vetta con dentro dei foglietti e una matita; lasciamo così le nostre firme ed iniziamo la discesa.

Riusciamo a seguire gli omini fino ad un certo punto, poi, tra la neve e la poca frequentazione, non vediamo più la linea corretta; decidiamo di scendere per il canale meno ripido che troviamo in direzione del sentiero che porta al rifugio, prendendo inconsapevolmente il canale che usano le squadre del Suem durante le esercitazioni.

Arrivati quasi al sentiero, tagliamo per i mughi, pensandoli meno fitti... In breve siamo nuovamente al rifugio Antelao, dove, raggiunte le ragazze, mangiamo qualcosa assieme.

Scendiamo alcuni in macchina e alcuni a piedi per non caricare troppo il povero pandino visto le buche incontrate salendo.

Dovevamo fare una cimetta facile tanto per iniziare l'anno ed invece siamo partiti subito con una salita alpinistica, tecnica e divertente, di sicura soddisfazione.

 

 








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