Gallerie del Pasubio

La strada delle 52 gallerie

Una delle opere ingegneristico-militari più grandi della prima guerra mondiale, un'escursione che tutti gli appassionati di storia, non possono perdere.

Si raggiunge comodamente in auto: passo Xomo, Bocchetta Campiglia (Vicenza), fino all'ultimo parcheggio a pagamento; da lì, in bella evidenza, inizia il sentiero delle gallerie - quasi 7km con una pendenza media di 12° - che, in circa 3 ore, con passo tranquillo e soffermandosi a leggere i vari cartelli descrittivi, conduce alle Porte del Pasubio, con 800mt di dislivello circa.

Le gallerie furono costruite tra febbraio e novembre del 1917, un'opera immane, che permise ai soldati italiani di salire e scendere il valico senza temere l'esercito austro-ungarico, presente sul fronte opposto.

La galleria più spettacolare e anche più lunga, è la 19a che attraversa un imponente torrione con una pendenza di 22° circa.

Siamo partiti avvolti nella nebbia, probabilmente è una caratteristica della zona, anche l'altra volta sul Baffelan ogni tanto appariva un timido sole, ma usciti dalla 47 galleria, siamo sbucati sopra le nuvole... Uno spettacolo... Sole splendido, caldo, e sotto di noi una distesa bianca quasi come un mare calmo dal quale sbucava qua e là qualche cima distante.

Arrivati alle Porte del Pasubio, nei pressi del rifugio Papa, ci fermiamo a mangiare; da qui, in realtà, ci sarebbero altre possibilità: tramite la strada degli Eroi si può raggiungere il Pian delle Fugazze, la ferrata delle "Cinque Cime" che riporta a Bocchetta Campiglia, o raggiungere cima Palon tramite il sentiero Tricolore, o arrivare al rifugio Lancia e all'Ossario.

Purtroppo ormai le giornate sono corte, quindi rientriamo per la strade degli Scarubbi, primo storico accesso alle Porte del Pasubio, poi abbandonato per costruire le gallerie, in quanto soggetto a continue slavine e tenuto sotto tiro dai nemici.

La strada, lunga circa 10km, riporta in breve a Bocchetta Campiglia, grazie anche, ai numerosi tagli che si possono fare nel bosco tra i tornanti (attualmente è l'unico accesso per i mezzi motorizzati).

Il giro è facile, non presenta difficoltà, si possono portare anche i bambini, basta seguirli come in un normale sentiero di montagna. Il godimento storico è assicurato e dalla cima il panorama è bello e rilassante, peccato sia a 170km da noi, ma consiglio di farlo almeno una volta!

 






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