Il Corno del Doge

Quando il tempo è poco... ma la Montagna chiama!

Questo weekend avevo pochissimo tempo, sabato mattina occupato e domenica avevo promesso a bimbi e compagna che sarei andato con loro ad una festa. Ormai mi vedevo a casa, quando, parlando con un amico, appare il nome del Corno del Doge, ma infattibile con queste tempistiche. Così, pensa e ripensa a come fare, ed ecco l'idea! Partiamo sabato nel primo pomeriggio, facciamo la cima al tramonto e dormiamo in bivacco per poi scendere all'alba e tornare in tempo a casa.

Nonostante il caldo, leggiamo di un recupero avvenuto proprio su quella parete due settimane fa: un ragazzo bloccato dalla neve... Chiamo il Rifugio San Marco per avere informazioni sulle condizioni, ma non sanno con esattezza, mi dicono che la cima affianco (Bel Prà) presenta ancora neve.

Così partiamo attrezzati di tutto punto: ramponi, una picca, 30mt di corda, qualche chiodo e cordino d'abbandono per un eventuale calata se le condizioni fossero totalmente sfavorevoli.

Arrivati a Somadida, lasciamo l'auto nell'apposita area, sperando di trovare un pò di fresco, ma il temometro segna 33 gradi; fortunatamente la prima ora di avvicinamento scorre tra boschi e refrigeranti cascate, ma lo zaino fa sentire i suoi 15kg.

Finalmente raggiungiamo il trivio dal quale parte la via normale al Corno del Doge. Abbiamo 30 minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia, scarichiamo tutte le cose per la notte e facciamo un solo zainetto per essere più veloci. Gurdando la parete, sembra non ci sia neve, ma una coppia incontrata per strada ci aveva allertato di un passaggio ostico per via di una lingua ghiacciata, così portiamo su comunque i ramponi.

Nella fretta di salire non vediamo il primo omino e percorriamo il primo tratto della cengia del Doge, facendo 70/80mt di dislivello in più! Trovato il primo omino, procediamo stanchi ma comunque abbastanza veloci; la normale sfrutta un incastro di cenge e poi dei canali di massimo II grado.

Mentre attraversiamo la lunga parte centrale, mi imbatto in una ventina di grandi ragnatele, il che mi fa pensare che la coppia incontrata prima non avesse fatto la cima ma solo la cengia che collega al San Marco.

Infatti alle 20 siamo in cima e di neve non c'è traccia. Panorama spettacolare: il sole che ci saluta, le Tre Sorelle ed una piccola parte della Croda Marcora a destra, l'affascinante Torre Sabbioni, che da qui sembra piccola, di fronte la Bel Prà e alla nostra sinistra la Croda dei Marchi, la Cima Bastioni e la Cima Scotter tutte con i canali ancora innevati.

Scendiamo velocemente. Mentre il buio ci avvolge riprendiamo i pesanti zaini e raggiungiamo il bivacco Voltolina; mangiamo qualcosa, un caffè e via a nanna: tra meno di 5 ore saremmo dovuti ripartire.

Come al solito in bivacco fatico a dormire. Fatta colazione, ripartiamo. Ci apettano altri 10km circa per tornare all'auto, con passo affaticato rientriamo.

Arrivo a casa con leggero ritardo (ormai ci sono abituati!) e via alla festa...






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok