Il Pradut delle meraviglie

Come la neve cambia gli umori

di Riccardo Collalto

Vedendo le abbondanti nevicate di questi gioni, io e l'amico Pier decidiamo di fare una classica escursione priva di rischi.
Dopo una breve occhiata al meteo decidiamo di partire: destinazione Pradut!
Consci di non poter fare la cima del Resettun o altre a causa dei recenti e rischiosi cumuli nevosi, ci prefissiamo di arrivare alla forcella alla base dello stesso. Così, tramite Longarone, Erto e infine Claut, arriviamo in paese e qui facciamo tappa al bar del soccorso alpino, dove notiamo con gioia i volti sorridenti delle persone e lo squillo quasi ininterrotto del telefono: tutta gente che chiama per chiedere informazioni sulla situazione della neve e raggiungere la località.
Dopo una breve colazione e due chiecchere proseguiamo in località Lesis, dove c'è un ampio parcheggio per lasciare l'auto. Nonostante la quota sia ancora bassa, tutto è perfettamente innevato.
Saltiamo giù dall'auto e in cinque minuti abbiamo già gli sci ai piedi... Si parte!!!

La lunga stradina che porta alla casera Pradut (evitabile seguendo le varie scorciatoie che salgono dritte nel bosco) è stata battuta dal gatto, quindi saliamo velocissimi: una brevissima tappa alla casera e da li proseguiamo qualche centinaio di metri lungo la strada forestale, verso casera Resettum, per poi prendere a sinistra dove il bosco si dirada (cartello indicazioni recentemente installato).
Con stupore ci rendiamo conto di essere i primi, in quanto non ci sono altre tracce. Così, la progressione rallenta constringendoci a sfondare nella neve - nonstante gli sci - di almeno mezzo metro. Ma ciò non basta ad abbatterci e, un passo alla volta, saliamo anche gli ultimi 400 metri di dislivello.

Una volta in forcella il panorama è unico: uno sguardo e la fatica è dimenticata! Mangiamo qualcosa, il tempo di un'altra occhiata in giro e via le pelli... Si ridiscende sulla neve freschissima, con il solo rimorso di aver potuto fare anche la cima, perché troppo rischiosa.
Giunti nuovamente alla casera Pradut, ci fermiamo a far due chiacchere e condividiamo un'ottima pasta con il gestore, giovane e simpatico ragazzo. Alle 14 è ora di tornare verso la macchina: ci aspettano infatti 800 metri di stradina tirata come una pista! Uno sguardo d'intesa con Pier e via...! In pochi minuti raggiungiamo l'auto. Un'ultima visione d'insieme e salutiamo il paesaggio innevato, per riprendere la strada di casa: stanchi ma felici!






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