Escursioni

09 Lug 2019


Nasce il cammino sulle orme di don Tonino Bello

Un itinerario mappato che pone al centro la vita di don Tonino insieme alle bellezze, note e meno note, della Puglia.

La pace prima che un traguardo è un cammino. «E, per giunta, cammino in salita. Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste». «Se è così, occorrono attese pazienti. E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte. Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai - su questa terra s’intende - pienamente raggiunta».

Così scriveva don Tonino Bello, vescovo ed educatore che marciava per la pace, correva in soccorso di profughi e sfrattati, consumava le suole delle scarpe attraversando le navate del mondo per difendere i diritti umani, invitando tutti al cammino anche unendo strade diverse. Ora, legato al suo nome, c’è un nuovo cammino.

Un itinerario, lungo più di 300 chilometri, che va da Molfetta – sede della diocesi in cui don Tonino è stato vescovo – ad Alessano – città natale, dove oggi si trova la sua tomba meta di pellegrini, credenti e non credenti attratti dallo stile e dai gesti di quest'uomo di strada. Un percorso che pone al centro la vita di don Tonino Bello, dunque, ma che racconta anche le bellezze della Puglia, note e meno note, legate a culture ormai lontane, fatte di storie e di persone. Così, dentro la dimensione religiosa del pellegrinaggio, c’è anche un’opportunità di turismo lento e sostenibile. Sulla scorta dei cammini nazionali e internazionali, anche il Cammino di don Tonino si connota, infatti, per la diversità dei viandanti: un viaggio interiore ed esteriore che qualsiasi persona può intraprendere, ciascuno con la propria personale motivazione. Del resto proprio don Tonino nel suo ministero episcopale ha coinvolto e accolto tutti, prescindendo dal colore della pelle, dalle idee politiche e dalla condizione socio-economica. La stessa Puglia è terra di confine e ponte naturale verso il Mediterraneo: come scriveva Alessandro Leogrande, «l’identità pugliese è un’identità stratificata, meticcia, aperta, plurale» che ha fatto del confronto con altre sponde un’occasione di formazione e di crescita.

Il logo ufficiale del Cammino è, non a caso, un’ala: “Beato colui che riesce a dare ai propri figli ali e radici”, recita un antico proverbio arabo, a sottolineare come l’identità non sia fatta solo di radici, ma anche di ali, di passato e di futuro, di memoria e di progetto. Il marchio prende spunto da un’immagine tanto cara a don Tonino: l’ala di riserva. È composta dai sette colori dell’arcobaleno, riferimento alla pace, per cui don Tonino si è tanto battuto. Ciascun colore, peraltro, rappresenta simbolicamente un singolo tratto del cammino. Una sorta di bandiera della pace in movimento. Il tutto in nome di don Tonino Bello, “presente” con la sua firma vettorializzata.

L’iniziativa è dalla Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e finanziata dalla Regione Puglia nell'ambito del “Fondo speciale cultura e patrimonio culturale per il 2019”.

Il Cammino è stimato per l’estate 2020. L’associazione promotrice ne definirà ora le tappe e le soste e predisporrà lungo il percorso allestimenti multimediali e materiali illustrativi. Il prossimo 22 settembre è previsto un cammino promozionale che coinvolgerà la diocesi di Molfetta, proprio la comunità voluta da don Tonino Bello più di trenta anni.  

Nei prossimi giorni sarà attivato il sito ufficiale e la pagina Instagram.  Al momento “Il Cammino di don Tonino” è presente su Facebook.






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