Strahlhorn 4.190mt

Quando un sogno diventa realtà...

Un anno fa, in vista dei miei prossimi 40 anni a novembre, quasi per scherzo avevo iniziato a pensare di salire un 4.000, o addirittura di farne 4, ma poi il passare inesorabile del tempo e gli impegni di tutti stavano facendo sfumare il sogno; a settembre ci sono le ultime finestre di tempo, poi tra le chiusure dei rifugi e le nevicate sarebbe stato quasi impossibile.

Parlo con un vecchio amico, che, inaspettatamente, mi mette in contatto con un alpinista che fa spesso queste quote.

Lo sento subito ma ovviamente era già impegnato; ormai ero quasi rassegnato a rimandare l'obiettivo all'anno prossimo. Ma 5 giorni fa, mi arriva un messaggio con una relazione e due righe: "se c'è posto in rif. e se il meteo ok questo weekend".

Leggo e dopo 10 minuti rispondo "ok". Da lì fino alla partenza è stato un continuo cambio di idee: in primis la cima causa meteo, poi qualche problema logistico sembravano farlo saltare; una volta risolto il problema logistico, restava il meteo avverso. Venerdì pomeriggio alle 15, quando tutto ormai sembrava saltare, la decisione finale di partire, la stazione meteo dell'Allinhor ci dava una speranza.

Sabato alle 6 del mattino parto per raggiungere il nuovo amico a Feltre; da lì andiamo vicino Bergamo a prendere un suo amico e via, direzione Saas Fee, Svizzera.

Tra il traffico e la pioggia insistente, arriviamo giusto in tempo per prendere l'ultima funivia che sale al Felskinn. Da lì raggiungiamo il Britanniahutte sotto una nevicata che ci impensierisce non poco.

Verso le 21 la neve ed il vento calano, s'intravedono le prime stelle che ci rincuorano e ci danno fiducia.

Sveglia alle 2.45 e colazione. Partiamo alle 3.40 con le frontali. Ci sono varie cordate che fanno la nostra stessa cime e altre il Rimpfishhorn (quella affianco).

L'inizio è un pò caotico nella morena tempestata di omini, ma poi, raggiunto il ghiacciaio, indossiamo imbrago e ramponi, ci leghiamo, e procediamo schivando i vari crepacci; nel frattempo il sole sorge e non c'è nemmeno una nuvola (a volte la fortuna aiuta gli audaci!).

Alle 9 abbiamo già fatto più di 6km ma siamo ancora a 3.600mt, la stanchezza si fa sentire. Raggiunti i 3.800mt, ci sleghiamo. Gli altri procedono verso la cima, io mi prefiggo di arrivare almeno a quota 4.000. Mancavano ancora 2km alla vetta. Confesso che la voglia di fermarmi era tanta, ma la mia testa diceva "le condizioni sono perfette non posso buttar via un'occasione del genere", così stringo i denti e vado avanti. Passati i 4.000, scollino e li vedo tutti lì a 50mt da me, ed eccola, la cima. Ancora 190mt... impossibile non farla: mi carico e proseguo.

Arrivato alla croce di vetta, mi siedo affianco... Un momento indescrivibile, una gioia, un sogno che si realizza. Di colpo ho ripreso tutte le forze: sono a 4.190mt, sono in cima, il mio primo 4.000, il mio regalo di compleanno! Il tempo è stupendo, mi viene quasi da piangere dalla gioia. Una fatica immane, ripagata da un panorama pazzesco: sono circondato da cime superlative, il Cervino che spicca fra tutte, il Rosa, si vede anche l'Higher; qui dovunque guardo c'è un 4.000 o più.

La soddisfazione è immensa, ma bisogna scendere: il giro è molto lungo e abbiamo una funivia da prendere.

Teniamo un ritmo alto. Alle 14.40 siamo nuovamente al rifugio e alle 15.50 prendiamo una delle ultime funivie.

Dal parcheggio mi aspettano 7 ore di macchina (che diventeranno 8 a causa del traffico) per ritrovare il mio letto, ma la gioia è tanta: in due giorni sono passato da 0 a 4.190mt e nuovamente a 0. Ancora non mi rendo conto di averlo fatto veramente! Un grazie di cuore va ai due nuovi amici che mi hanno permesso di realizzare un sogno. Questa salita resterà per sempre nella mia mente e nel mio cuore.






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