Torre Sabbioni

Dove cominciò la storia del III grado...

Qualche anno fa, salendo il Sorapis, notammo questa affascinate torre a destra del sentiero e subito ci incuriosì.

Poi, tra i tanti obiettivi, l'abbiamo un pò persa di vista, ma quando la mia amica l'ha inserita tra le scalate che le sarebbero piaciute quest'anno decidiamo di farla. L'avvicinamento non è da poco e, in più, c'è una vera e propria arrampicata da fare per raggiungere la cima, il che significa portarsi tutto il materiale fino alla base.

Così optiamo per dormire in rifugio ed eliminarci circa 600mt di dislivello ed almeno 2/3 km.

Arrivati in rifugio, il tempo non è dei migliori ed anche la sera il cielo è coperto, ma la mattina seguente, poco dopo le 6, il cielo è limpido e ci godiamo "l'arrossire" delle cime alla sua vista.

La strada non è comunque poca; in 2 ore siamo in forcella Grande e da lì seguiamo una traccia sul ghiaione che aggira la torre cercando il suo punto debole.

Alle 9.30 siamo sullo zoccolo dal quale parte la via di arrampicata. Ci prepariamo ed iniziamo la salita seguendo le orme della poco conosciuta guida alpina di San Vito, Luigi Cesaletti, che la scalò per primo nel 1877, forse semplicemente per scommessa o per piacere, in quanto in quel periodo non si usava scalare se non "su commissione" di qualche "finanziatore".

La salita, pur essendo per noi facile, presenta alcuni passaggi che, se pensiamo che sono stati fatti a quell'epoca, la rendono un capolavoro: anche la sola idea di quel traverso esposto e privo di appigli, in un periodo in cui quel grado di difficoltà era semplicemente immaginato, non possono che dare grande onore a Cesaletti, che l'ha pure disarrampicata per la stessa linea.

In due ore siamo in cima... spettacolo: dietro la Croda Marcora, la Fopa De Matia, il Sorapis, le Tre Sorelle, affianco la cima Bel Prà e noi da soli in mezzo alla valle; un silenzio, una pace, nessun'altra cordata e il sole a permetterci di godere appieno questo momento.

La fame inizia a farsi sentire così attrezziamo la prima di 5 calate in corda doppia. In meno di un'ora siamo sul ghiaione di partenza e da lì in un'ora e mezza nuovamente al rifugio, dove una buona pasta ci aspetta.

 

 






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