Val Venegia

Una piccola valle dal fascino selvaggio

Con il suo fascino selvaggio e i suoi numerosi endemismi (specie vegetali e animali esclusive di quel territorio), la Val Venegia occupa la parte settentrionale del Parco Paneveggio Pale di San Martino.

Si tratta di una valle di origine glaciale di straordinario valore ambientale.

Nel Piano del Parco la Val Venegia è individuata come "riserva guidata", quindi sottoposta a particolari vincoli. È un vero e proprio giardino botanico, percorso dal torrente Travignolo e dal Rio Vallazza: gli studiosi vi hanno censito oltre 500 diverse specie di piante. 

Le malghe Venegia e Venegiota, facilmente accessibili, sono il punto di arrivo di facili escursioni.

Si parte da Passo Rolle (San Martino di Castrozza). Passato l’abitato di Paneveggio si devia a sinistra seguendo l’indicazione Passo Valles. Dopo alcuni chilometri a destra si stacca una via sterrata, ben battuta, che sale dolcemente, percorribile a piedi ma anche in machina, fino a Malga Venegia. Da qui si comincia a camminare… La valle si apre e il verde di pascoli e abeti contrasta con le grigie pareti delle Pale di San Martino. Accanto al percorso si trova il torrente Travignolo, che scorre veloce in senso opposto. Dopo circa 35 minuti di sentiero pressoché pianeggiante si trova la Malga Venegiota, piccola sosta per assaggiare qualche prodotto tipico. Proseguendo, la strada comincia a salire e in 20 minuti si giunge sopra la quota dei pini. Poco avanti si apre il Pian della Vezzana. Un pianoro proprio sotto alle vette più alte del gruppo delle Pale: Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala. Il percorso continua salendo sul pendio opposto a queste imponenti rocce, fino ad arrivare ad una sella. Qui si trova una bella casetta affiancata da un piccolo lago: la celebre baita Segantini. Se invece si vuole allungare il percorso (tre ore a piedi), dalla Malga Venegiota si può raggiungere il Rifugio Mulaz, seguendo le apposite indicazioni. Il sentiero attraversa, salendo con pendenze mai eccessive, prati e tratti più rocciosi aggirando via via verso destra le pareti rocciose del Monte Mulaz. Il Monte Mulaz si palesa in alto quando si è risalita ormai buona parte del dislivello. La visuale si allarga verso Val Venegia, Baita Segantini, Castellazzo, Catena dei Lagorai e oltre. Si risale quindi nel vallone che porta verso Passo Mulaz. Nell'ultimo tratto il sentiero passa sotto uno strampiombo rocciosoe in breve raggiunge il Passo. Si traversa poi sul fianco meridionale del Monte Mulaz, si supera un bivio, e si raggiunge, dopo aver ridisceso una cinquantina di metri dal Passo, il rifugio. Accattivante la vista sulle montagne che circondano il rifugio, tra cui il Gruppo del Focobon. Con dieci o quindici minuti di digressione verso nord-est, si può raggiungere il Sasso degli Arduini, un piccolo ma significativo rilievo panoramico.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok