Salute

26 Lug 2022


Alcuni segreti per una corretta esposizione solare

Fare il pieno di Vitamina D, senza danni cutanei.

Sappiamo tutti che la vitamina D è un nutriente essenziale per il nostro organismo, perché ci può proteggere da molteplici malattie. Sappiamo anche che la vitamina D si produce nel nostro organismo attraverso l’esposizione al sole, però è altrettanto noto che oggi i raggi solari sono particolarmente pericolosi per il rischio di melanoma cutaneo, un tumore in rapida crescita in questi ultimi anni.

Come trovare un equilibrio tra la necessità di fare il carico di vitamina D attraverso l’esposizione al sole e il rischio elevato di melanoma cutaneo?

Roberto Gava, in collaborazione con il dott. Orlando Corradin, Specialista in Dermatologia e Venereologia, approfondisce ampiamente l’argomento nel suo blog. Qui riportiamo alcuni suggerimenti.

È stato calcolato che trascorrere 1-2 ore al giorno all’aria aperta, senza tuttavia esporsi direttamente e troppo a lungo alle radiazioni solari, consente di produrre vitamina D a sufficienza. Questa frequenza, però, può non essere possibile a tutti, quindi pensiamo sia utile avere delle alternative per ottenere una buona dose di vitamina D nel nostro organismo senza peraltro temere di trovarsi in una condizione di rischio elevato per qualche neoplasia cutanea scatenata dai raggi solari.

Per aumentare la sintesi di vitamina D, si possono seguire alcuni di questi consigli:

  • Esporsi gradualmente al sole estivo, specialmente nelle regioni con latitudine più vicina all’equatore.
  • Evitare le zone industriali inquinate (un po’ tutta la Pianura Padana) e preferire il sole della montagna rispetto a quello del mare.
  • Evitare le creme protettive solari nella primissima esposizione (chi è solito proteggersi fin dai primi minuti con le creme solari rischia di impoverirsi sempre più di vitamina D). Queste protezioni sono invece utili e particolarmente raccomandate dopo il primo tempo di esposizione solare oppure quando l’esposizione avviene nelle ore centrali della giornata.
  • Si consiglia di scegliere le prime o le ultime ore di sole della giornata se ci si può esporre per un tempo prolungato (c’è un basso rischio di melanoma, ma anche una scarsa produzione oraria di vitamina D).
  • Se invece si è costretti ad esporsi al sole solamente nelle ore centrali della giornata in cui c’è una maggiore produzione di vitamina D, ma anche un maggior rischio di ammalarsi di melanoma o di altre neoformazioni cutanee, consigliamo di esporsi al sole diretto per 10-30 minuti (il tempo dipende dal mese dell’anno e dal fototipo, cioè dalla sensibilità cutanea all’esposizione solare) e poi di proteggersi con una crema protettiva adeguata (raccomandazione tassativa specie per le carnagioni più chiare).
  • Più specificatamente, durante i periodi estivi, per un apporto sufficiente di vitamina D basta un’esposizione al sole di mezzogiorno di 10-20 minuti per le persone con carnagione chiara e di 25-60 minuti per quelle con carnagione scura. Dato però che l’esposizione solare nelle ore di massima intensità è comunque pericolosa per il particolare rischio di melanoma, si raccomanda di esporsi al sole del mattino (in estate fino alle 8.30-9.00, senza protezione) e del pomeriggio (dalle 18.00-18.30, senza protezione), in modo che durante le ore di forte irraggiamento sia possibile stare all’ombra o comunque proteggersi adeguatamente.
  • Durante le prime e le ultime ore di sole della giornata la formazione di vitamina D è inferiore rispetto alle ore centrali, ma se si prende la sana abitudine di stare all’aperto camminando o lavorando (non sempre continuamente sotto il sole) almeno 30-40 minuti al giorno in estate e fino a 60 minuti in primavera e in autunno, si otterrebbe sicuramente una sufficiente produzione endogena di vitamina D e la cute si abituerebbe lentamente all’esposizione solare con una adeguata e fisiologica produzione di melanina.
  • Per quanto riguarda un neonato (sotto l’anno di vita), bisogna trattarlo come se fosse una persona con carnagione chiara e molto sensibile all’esposizione solare. Quindi non deve essere esposto al sole nelle ore centrali della giornata, ma può essere esposto al sole prima delle ore 9 e dopo le 18: in quell’orario il sole gli farà bene. Consiglio però di evitare esposizioni per più di 30 minuti al giorno. Inoltre, raccomando di non portare i neonati con meno di 6 mesi di vita in montagna sopra i 1.000-1.200 metri di altezza (se sono nati e vissuti in pianura) e in particolare non esporli al sole sulla neve, perché in quel caso l’irradiazione sarebbe per loro eccessivamente intensa.
  • I soggetti anziani devono cercare di esporsi al sole quotidianamente, per un tempo maggiore e preferibilmente 2 volte al giorno (prima mattina e tardo pomeriggio).
  • Le persone dalla carnagione scura devono stare più esposte al sole per produrre la stessa quantità di vitamina D rispetto alle persone a pelle più chiara.
  • Combattere l’obesità cercando di normalizzare il peso corporeo in eccesso, per evitare sia il sequestro della vitamina D nel grasso, sia la produzione di citochine pro infiammatorie da parte del grasso viscerale.
  • Pur restando nei tempi leciti, cercare tutti i motivi possibili per esporsi al sole (uscire dagli edifici, usare la bicicletta, camminare sul marciapiede esposto al sole, ecc.) e quando è possibile farlo sempre con braccia e gambe scoperte e mai attraverso un vetro.

Per l’approfondimento completo rimandiamo all’articolo scritto a quattro mani da Roberto Gava e dal dott. Corradin > “Il segreto di una benefica esposizione solare: equilibrio tra la produzione di vitamina D e il rischio di melanoma”.






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