Salute

14 Apr 2020


Buon cammino di guarigione profonda

Troppe volte, oggi, noi Medici…

togliamo il sintomo, ma non la malattia…
creiamo patologie croniche, invece che guarigioni definitive…
creiamo dipendenza, invece di consapevolezza…
creiamo Malati schiavi, invece di Uomini liberi…

La guarigione profonda della nostra Persona è un dovere esistenziale.

Inoltre, è una verità eterna (nel senso che non è legata al tempo e allo spazio) che tutti noi dobbiamo guarire da qualcosa, ma per guarire dobbiamo conoscere la genesi della nostra malattia e la terapia adatta, una terapia che è sempre personalizzata.

Per ogni Malato bisogna individuare la sua terapia fisica, psichica e/o spirituale; personale, sociale e/o ambientale; a effetto rapido, medio o prolungato; che potrà risultare totalmente efficace, parzialmente efficace o totalmente inefficace a seconda della sua situazione clinica… perché ognuno ha il suo stato organico, i suoi tempi, la sua storia e i suoi perché.

In ogni caso, credo che noi potremmo guarire veramente e profondamente, come la nostra “Energia Vitale” vorrebbe…

- se accettassimo umilmente le nostre debolezze, ferite, incapacità e sofferenze;

- se riconoscessimo che dobbiamo migliorarci, perfezionarci in qualcosa che è collegato alla nostra malattia;

- se ci guardassimo dentro e iniziassimo a scavare, meglio se con l’aiuto professionale di altri degni della nostra fiducia, fino a dipanare/sbrogliare/sgrovigliare tante scelte, tante domande, tanti silenzi e tante storie che hanno caratterizzato la nostra vita;

- se bloccassimo sul nascere e non dessimo spazio a ogni insicurezza, ansia, incertezza, pessimismo e paura e ci convincessimo invece che la malattia può essere un richiamo di Grazia che ci obbliga a fermarci e a riflettere sul nostro percorso di Vita e su quello che dobbiamo cambiare in noi;

- se continuassimo a progettare cose belle e buone che vogliamo realizzare per il nostro e altrui vantaggio;

- se continuassimo ad avere sogni, motivazioni, compiti da svolgere in un futuro vicino e lontano; cioè se stacchiamo il pensiero dalla malattia e ci concentriamo su quello che quest’ultima ci ha permesso di vedere con occhi diversi;

- se fossimo aperti al cambiamento, anzi se ci gettassimo con gioia sulla via del cambiamento che sta dietro quella porta che proprio la malattia può aprire o ha aperto davanti i nostri piedi e che basta oltrepassare;

- se ci aprissimo al perdono e all’amore, un amore che diamo per primi e che ci ritornerà centuplicato, quando lo offriamo senza risentimento, senza critica, senza un gioco interiore di interesse… ma solo per amore;

- se considerassimo che non siamo solo materia, ma anche spirito e che dobbiamo aprirci alla spiritualità, alla trascendenza, alla meditazione, alla preghiera.

Buon Cammino di Guarigione profonda.

 

Dott. Roberto Gava






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