Salute

29 Ago 2017


Cercasi volontari per donare coccole ai neonati abbandonati

“È attraverso la pelle che diventiamo degli esseri in grado di amare, non s'impara ad amare sui libri, ma essendo amati” (Asley Montagu)

La relazione madre-bambino è la base e un punto fermo per tutte le relazioni future. È un bisogno naturale e vitale di amore che influenza la salute sia fisica che mentale, oltre che la felicità e la gioia del bambino e futuro adulto. Per molte persone donare il proprio tempo e il proprio affetto ad un bambino è una questione secondaria, rispetto al cibo, ai vestiti, alla scuola, etc… e invece è proprio il contrario: se c'è l'amore allora si possono mettere le basi per tutto il resto. «L'amore è il bisogno primario dell'individuo, dalla sua assenza derivano tutte le varie problematiche mentali», afferma Reich nei suoi studi.

È assodato, sia per la psicologia che per la neurologia, che le prime fasi di vita decidono il futuro del bambino, l'attitudine, il carattere e anche la salute. Si rannicchiano e accoccolano aderendo al corpo della madre e dei fratelli. È attraverso questi contatti che imparano i fondamentali comportamenti vitali. I gesti che permettono al neonato di crescere sano e sicuro sono quelli più antichi dell'accudimento, del dare e ricevere affetto: cullare, abbracciare, accarezzare, baciare, stare vicini, guardarsi

Il piccolo in quell'abbraccio si sente al sicuro, desiderato e amato. La mamma è il primo oggetto d'amore, colei che influenzerà le aspettative affettive del bambino per tutta la sua vita. Se il rapporto viene alterato lo sviluppo può essere compromesso, anche in maniera irreversibile. René Spitz, nota psicoanalista che con i suoi studi ha rivoluzionato il mondo della pediatria, sostiene: «I neonati che non ricevono affetto vanno incontro a danni irreversibili dal punto di vista motorio, affettivo, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale. Il 60% dei bambini che non ricevono amore muoiono prima dei due anni».

Proprio per questi motivi l'agenzia americana “Spence-Chapin” ha iniziato a reclutare volontari per coccolare e abbracciare i neonati abbandonati e in attesa di adozione. Gli operatori, dopo un'accurata formazione e selezione, scattano foto con questi bambini per donarle a loro in futuro, in modo tale che, una volta grandi, possano ricostruire il “tassello” della loro vita. Inoltre partecipano al momento dell'inserimento nella famiglia adottiva.

Anche in Italia esiste un'associazione simile che si occupa proprio di questo: l'"Associazione Dharma" che opera nel bresciano e conta ben 300 volontari! La Dharma, il cui nome si richiama ai principi orientali di ordine, armonia e unione, elargisce cure anche ai piccini che arrivano in ospedale in seguito a maltrattamenti, privi di riferimenti morali e materiali. Sarebbe bello se questa iniziativa si diffondesse anche altrove, per donare affetto a chi ne ha più bisogno.

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