Salute

27 Ago 2019


Il “mare magnum” delle diete: quante ne conosci e quale approccio usi?

Se segui lo stile della dieta mediterranea, sei sicuro di metterla in pratica per davvero?

La dieta mediterranea è uno stile di vita salutistico che abbina una corretta alimentazione ad una sana e regolare attività fisica. A livello internazionale ha ottenuto le maggiori evidenze scientifiche relative ai benefici sullo stato di salute a lungo termine, in particolare nella prevenzione di numerose malattie come quelle cardiovascolari e il cancro.
Ma al giorno d’oggi, siamo davvero sicuri di riuscire a mettere in pratica la vera dieta mediterranea tradizionale? Per capirlo dobbiamo tornate indietro a quando fu “scoperto” tale stile alimentare.

Il concetto di “dieta mediterranea” non è molto vecchio, ma nasce negli anni ’50 grazie ad Ancel Keys, fisiologo americano che venne in Italia e si accorse che la popolazione del Cilento si ammalava meno e viveva di più. Questa cosa lo incuriosì al punto di fare degli studi sullo stile di vita e alimentare di quella fetta di popolazione italiana e si rese conto che loro, così come altre popolazioni dell’area del Mediterraneo, applicavano uno stile alimentare che li proteggeva maggiormente dal rischio di malattie cardiache, dal cancro e quindi dalla mortalità. I risultati delle sue analisi hanno mostrato che l’alimentazione di queste popolazioni affacciate sul Mediterraneo era ricca di numerose sostanze protettive, in particolare di polifenoli, acidi grassi essenziali omega-3, fibre, antiossidanti, vitamine e micronutrienti. Tali sostanze protettive venivano assunte alimenti quali frutta, verdura, semi oleaginosi, legumi, olio di oliva extravergine, cereali integrali, pesce, uova e vino rosso.

A dirla così non sembrerebbe tanto diverso da quello che facciamo oggi, invece bisogna mettere in evidenza un fattore fondamentale che fa la differenza: l’industrializzazione alimentare.

L’alimentazione e il cibo di cui parla Ancel Keys è quello del dopoguerra, periodo in cui la popolazione ancora si coltivava a produceva il cibo direttamente a casa, in maniera “naturale” seguendo la ciclicità della natura, la stagionalità e la biodiversità. Il pesce veniva pescato direttamente nel loro Mare (Mediterraneo); l’olio era ottenuto direttamente dalla spremitura a freddo delle loro olive; la carne veniva consumata con moderazione e proveniva da animali che avevano pascolato liberi allo stato brado.  

Ecco che se ci fermiamo a riflettere adesso abbiamo chiaro il fatto che il cibo di oggi non ha niente a che vedere con il cibo di allora!

L’industrializzazione e la globalizzazione, da un lato ha consentito la massimizzazione della produzione ma dall’altro ha peggiorato la qualità degli alimenti. Oggi viene data più importanza alla resa produttiva piuttosto che alla qualità alimentare. La stagionalità dei prodotti ha lasciato il posto alla produzione in serra, per avere ogni prodotto disponibile tutto l’anno; le coltivazioni e gli allevamenti naturali oggi sono diventati “intensivi”, con l’utilizzo smodato e spesso incosciente di fattori di crescita come ormoni o fertilizzanti. I prodotti che si trovano in commercio al giorno d’oggi non sono più genuini come un tempo, ma sempre più ricchi di conservanti e altri additivi.

Pertanto, se vogliamo ritornare alla vera dieta mediterranea tradizionale e promuoverla come migliore profilo dietetico per i suoi effetti protettivi nei confronti delle patologie, dobbiamo riavvicinarci al cibo vero, informandoci e acquistando con attenzione e spirito critico, chiedendo la provenienza delle materie prime e i metodi di allevamento e coltivazione degli alimenti che acquistiamo: solo in tal modo potremmo beneficiare dei vantaggi salutistici che essa offre.  

 

dott.ssa Valentina Martinuzzo,
biologa nutrizionista -
collaboratrice Nutrigenimed





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