Salute

17 Mar 2020


Il Tutto sostiene la parte

Quello che spesso lamentano i pazienti è che la Medicina di oggi ha perso umanità, guadagnando magari in tecnologia ma non per questo diventando necessariamente più acuta e meno miope. Dopo quarant'anni di pratica medica, qual è l'idea che ha dell'approccio alla malattia e al malato? Si guarda al dettaglio o al tutto quando si cura una persona?

Sono convinto che non si debba frammentare il corpo come la Medicina Specialistica troppo spesso oggi fa, perché ciò implica perdere l'aiuto alla guarigione che il corpo stesso, nella sua unità, fornisce sempre alle singole parti.

L'uomo non è una macchina costituita da pezzi staccati tra loro, perché ognuno di noi è un "tutt'uno", ma la materializzazione della Scienza Medica, in un certo senso, fa dimenticare l'unitarietà e l'indivisibilità della persona.

Non possiamo certo interrompere il progresso medico legato alla super-specializzazione, di grande utilità specie in condizioni di emergenza, ma dobbiamo agire in modo che i suoi effetti non siano solo per un bene immediato (sintomatico) e/o localizzato, ma siano finalizzati al bene globale di tutta la persona.

Nel mio ultimo libro "La Medicina che vorrei" ho spiegato chiaramente che abbiamo bisogno di un Medico di Visone Globale (che potrebbe e dovrebbe veramente essere il Medico di Famiglia).

Questo medico proprio perché la persona è una unità indivisibile, dovrà fare attenzione che l'agire per il bene di una parte non comporti uno squilibrio finale delle altre parti o del "tutto".

Ricordo una regola di fisiologia estremamente importante che mi sono permesso di definire in questo modo: IL TUTTO SOSTIENE LA PARTE.

Questa, che a mio parere è una legge universale, ci insegna che se noi non sappiamo trattare una patologia oppure riusciamo a migliorarla solo in parte utilizzando un trattamento farmacologico specifico, possiamo ottenere risultati aggiuntivi (e talvolta risolutivi) se rivolgiamo le nostre attenzioni e cure all'intero organismo o, meglio ancora, all'intera persona.

Il nostro organismo, infatti, è come una famiglia dove ognuno è disposto ad aiutare colui che sta male, ma se tutti i componenti della famiglia stanno male, allora nessuno è in grado di aiutare gli altri.

Pertanto, i trattamenti che nutrono, riequilibrano, sostengono e aiutano l'intera persona permettono al corpo di avere un'energia migliore e di attivare quei meccanismi di difesa e di compensazione che sono in grado di rafforzare, sostenere e talvolta anche di guarire la parte più debole o malata.

 

Dr. Roberto Gava






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