LA FARMACIA DEL CREATORE - DANIELA RONCONI

Il parroco Kneipp, abate e monsignore tedesco, non faceva che ripetere nei suoi libri che "per ogni malattia cresce un'erbetta".

Esordisco con questo pensiero solo per non dimenticare che proprio dentro le Abbazie, gli Eremi e i Conventi sono nate ed ancor oggi sopravvivono molte conoscenze della medicina e, specialmente, della farmacia. Attraverso questi luoghi, si sono potute diffondere le conoscenze di piante medicinali fin dal Medioevo. Nei Monasteri Benedettini i monaci dedicavano particolare attenzione alla coltivazione di erbe, piante e fiori medicinali finalizzati al trattamento fitoterapico di varie malattie. Le erbe coltivate servivano alla preparazione di Tinture Madri, tisane e unguenti. Il tutto era all'interno delle mura del Monastero, in un luogo che era definito "orto dei semplici" intendendo per semplice il "medicamentum simplex". Le preparazioni avvenivano aggiungendo alle piante elementi come l'acqua e il brandy e, successivamente, il composto veniva esposto per ore al sole oppure portato ad ebollizione attraverso fuoco. Il procedimento è uguale anche per la preparazione dei Fiori di Bach.

Questo per ricordare che, da sempre, la natura mette a disposizione delle persone e degli animali un grande aiuto per il ripristino della Buona Salute. Le piante e i fiori sono la Farmacia del Creatore, la Farmacia del Signore.

Spendo due parole in più sui Fiori di Bach che da alcuni sacerdoti vengono demonizzati. La visione di questi sacerdoti cattolici è per me inconcepibile, se non considerassi che: 1) su Internet e su alcune riviste esoteriche i Fiori di Bach sono qualificati come prodotti facenti parte della pratica esoterica e teosofica; 2) si fa leva sulla frase commerciale "I Fiori di Bach, rimedi per l'anima". Vorrei chiarire alcuni punti a me cari. Il Dr. Edward Bach, lo scopritore dei 38 rimedi definiti "Fiori di Bach", era medico e batteriologo. Un professionista abilitato. Il suo motto era "conosci te stesso per guarire te stesso": egli sosteneva che le vere malattie dell'essere umano sono l'orgoglio, la crudeltà, l'odio, l'egoismo, l'ignoranza, l'instabilità e l'avarizia. Egli sosteneva che il primo passaggio per ristabilire un buon equilibrio della salute fosse quello di consapevolizzare l'uomo di questi tipi di veleni che albergavano nel suo cuore. Il Metodo originale segue di pari passo quello delle tinture madri di piante medicinali, infatti anche la preparazione dei Fiori di Bach, la stock bottle comunemente in commercio, veniva chiamata da Bach mother tincture.

Inoltre, ho potuto leggere diversi testi che riportavano lettere manoscritte del Dr. Bach il quale ripeteva insistentemente a tutti i suoi conoscenti di ringraziare il Creatore, di ringraziare Dio per il dono ricevuto delle piante e dei Fiori. Oserei dire che tutto questo è in linea con il messaggio Cristiano. Persino Galeno, medico personale di Giulio Cesare, esponente della Medicina Mediterranea, faceva uso di queste tinture madri e unguenti preparati in questo modo; possiamo supporre che anche Gesù stesso abbia fatto uso di questa "medicina naturale". Era l'unica medicina del tempo.

Torniamo ai Fiori di Bach. Essi contengono un messaggio informativo di amore di cui tutte le piante sono ricche; i fiori di B. hanno la prerogativa di riequilibrare le "corde stonate" relative alla buona capacità di percepire la propria quotidianità a livello umorale, così come la salvia è consigliata per le infiammazioni delle prime vie respiratorie, il tarassaco per chi vuole disintossicarsi. Qual è la differenza tra una tintura madre e un Fiore di Bach? I fiori di Bach non si occupano di anima ma di percezione. Essi aiutano l'equilibrio dei 5 sensi che sono i filtri delle nostre emozioni e stati d'animo: aiutano a ripulire le sovrastrutture caratteriali. Sì, l'orgoglio, l'egoismo, l'avarizia sono modi di vivere che si acquisiscono durante la vita, incollandosi a volte alla nostra quotidianità.

Mi chiedo: perché sono nate tante "riserve" verso questi elementi della natura? I fiori di B., come già detto, si occupano di riequilibrare le nostre sensazioni, emozioni, stati d'animo e sentimenti, condizioni percettive – queste – la cui esistenza, peraltro, è stata dichiarata dalla scienza medica. L'errore, forse, non è l'aver escluso i Fiori di Bach da alcuni ambienti cattolici ma l'averli precedentemente inclusi nelle dottrine teosofiche ed esoteriche! Forse si dovrebbe rivedere il tutto alla luce dei risultati che i Fiori di Bach producono nelle persone che li assumono. Esse dichiarano il raggiungimento di un migliore equilibrio psicofisico ed emozionale. Forse è giunto il momento di riflettere sulla "bontà" anche di questi "confratelli della natura". Per ultimo, sono a porre una domanda a quelle persone che intimano di stare lontani dai Fiori di Bach: perché accettate, anzi stimolate l'uso di psicofarmaci che spesso rendono le persone incapaci di reazioni vere, a volte addirittura annullate nella propria personalità, vivendo una totale desertificazione emozionale? Quello che date è un buon consiglio? Un consiglio amichevole? Perché si ricorre all'abuso reiterato di psicofarmaci per "guarire" il minimo malumore o per un disequilibrio emozionale come stress, apatia, insonnia, tristezza, malinconia, iperattività anche infantile, quando invece, originariamente, questi farmaci erano esclusivamente indirizzati ad una ristretta cerchia di pazienti affetti da patologie psichiche conclamate? Oggi per un nonnulla si ricorre alla psichiatria, forse sarebbe utile fare una seria distinzione tra il vero bisogno di psicofarmaco e la necessità di ritrovare un contatto armonico con la propria natura interiore.

In fin dei conti i Fiori di Bach aiutano a vivere con equilibrio la percezione dei fatti quotidiani mentre gli psicofarmaci, spesso, annullano la naturalità e la dolcezza dell'essere semplicemente creatura di Dio.

 

Daniela Ronconi
Musicista e naturopata





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