Salute

18 Feb 2020


La Medicina che Vorrei: personalizzata, integrata, umanizzata

Il dott. Roberto Gava ci spiega cosa intende con "personalizzazione", "integrazione" e "umanizzazione" delle terapie, da cui il titolo del suo libro, che è frutto di un’attenta riflessione dopo oltre quarant’anni di pratica medica.

Al di fuori di una vera emergenza sanitaria pubblica (che da noi non esiste), l'obiettivo principale di ogni trattamento medico, preventivo o curativo, dovrebbe essere sempre la sua personalizzazione, per adattarlo alle soggettive caratteristiche fisiopatologiche, nutrizionali, familiari, sociali e ambientali di ogni individuo.

La ricerca medica più moderna va in questa direzione: si punta alla personalizzazione della terapia e si cercano i farmaci più efficaci per la singola persona, ad esempio anche in base ai suoi caratteri genomici. Quindi ritengo che oggi non si debba usare alcun trattamento che non sia stato preventivamente personalizzato.

Infatti, se è vero che ogni uomo è unico e diverso dagli altri e che le cause delle malattie sono personali (oggi più che mai sembra che le cause prime delle patologie siano prevalentemente psichiche e quindi molto personali), mi sembra ovvio che anche la terapia debba essere personalizzata!

Anche l'integrazione, a mio avviso, oggi dovrebbe essere obbligatoria data la complessità delle patologie attuali che stanno diventando sempre più croniche. Una patologia diventa cronica quando noi non la sappiamo guarire e la trattiamo con i farmaci chimici che in realtà sarebbero adatti solo per la cura delle patologie acute (cioè per trattamenti brevi) o per la cura delle patologie irreversibili. Usare cronicamente un farmaco significa causare effetti indesiderati e quindi nuove patologie.

Allora penso che i medici dovrebbero umilmente aprirsi ad altri approcci terapeutici, sia antichi (come quelli della Medicina Tradizionale Cinese), o un po' datati (come l'Omeopatia) o moderni (come per esempio quelli della Medicina Quantistica e delle tecniche di Biorisonanza). In questo modo si potrebbero ridurre drasticamente l'uso e l'abuso dei farmaci (che sono la terza causa di morte nei Paesi industrializzati!) e si potrebbe anche risparmiare molto denaro pubblico.
Quindi abbiamo bisogno di una Medicina Integrata!

Però abbiamo anche bisogno di una Medicina Umanizzata, perché l'uomo non è una macchina e non è neppure un semplice animale, perché è dotato, oltre che di corpo, anche di psiche e spirito. Il medico deve valorizzare tutto questo e considerarlo sia come possibile causa di patologia, sia come porta d'entrata per impostare una terapia che sappia agire a livello psichico e spirituale. E se un medico non sa fare tutto questo, deve ugualmente considerarlo e indirizzare il suo paziente ai professionisti competenti.

Dr. Roberto Gava

 






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