Salute

24 Ago 2021


Lo sai che è facile imparare ad essere felici?

Non si tratta di uno scherzo, ma di una verità confermata dalla scienza. Per capire come ciò sia possibile è necessario fare un po’ di chiarezza sul significato che di solito diamo alla parola felicità.

Siamo soliti usare la parola felicità per descrivere un momento nel quale, per i più diversi motivi, ci sentiamo euforici, entusiasti, pieni di gioia. Diciamo “Oh come sono felice” quando ci capita qualcosa di piacevole oppure quando, dopo tanto impegno, raggiungiamo un traguardo importante: il titolo di studio, il lavoro, l’auto nuova, il matrimonio, la casa nuova. Fatto sta che questa felicità, chissà per quale motivo, ben presto svanisce lasciando spazio ai soliti problemi e alle solite preoccupazioni. Insomma la felicità dura un attimo o poco più e poi svanisce.

Il motivo per cui questa felicità dura così poco è presto detto: non è la vera felicità!

Noi chiamiamo “felicità” tutta una serie di emozioni piacevoli che sono la risposta neuro-endocrina dell’organismo ad un avvenimento che ci offre un senso di piacere. In altre parole: accade un evento, il giudizio che esprimiamo su questo evento è molto positivo e questo giudizio positivo stimola all’interno del nostro organismo alcuni neurotrasmettitori che ci offrono una sensazione di benessere e così diciamo di essere felici.

Vediamolo con un esempio molto banale: la partita di calcio. I tifosi della squadra che perde sono tristi, delusi e magari anche arrabbiati; quelli della squadra che vince si diranno felici della vittoria. Lo stesso fatto provoca tristezza o “felicità” solo a causa di un giudizio diverso. Così siamo stati abituati a considerare la felicità come un qualcosa che ci capita, a volte per caso, altre volte per merito nostro, ma in ogni caso una specie di premio per un qualcosa che è già accaduto.

Ci siamo sempre sentiti dire “prima il dovere e dopo il piacere” e siccome abbiamo confuso la felicità con un momento di gioia, ci siamo convinti che solo dopo aver svolto il nostro dovere, solo dopo aver risolto tutti problemi, potremo avere in premio la felicità.

La vera felicità è una cosa ben diversa e per capirlo dobbiamo andare all’origine della parola.

Felicità ha la sua origine dal latino felix che significa fertile, fruttifero, rigoglioso e con questo significato, si comprende subito che il fatto di essere felice non è tanto il premio finale di qualcosa che è già accaduto, ma il punto di partenza per costruire qualcosa: la felicità ci permette di realizzare nel modo migliore qualcosa di nuovo.

Più di 2000 anni fa il filosofo Aristotele diceva “La felicità è il bene sommo per l’essere umano”, proprio perché la felicità ci permette di realizzare al meglio ciò che dobbiamo fare. Ai nostri giorni, il sociologo Zygmunt Bauman - che ci ha lasciato tre anni or sono alla veneranda età di 92 anni - ha spiegato in modo ancora più concreto questo modo di intendere la felicità: “Essere felici non significa avere una vita senza problemi; la vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà; bisogna affrontare le sfide, fare del proprio meglio. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato”.

A ben guardare, ci vuole poco per rendersi conto che, dal giorno in cui siamo nati, non è stato altro che un susseguirsi di problemi, di difficoltà da affrontare, di sfide da superare: appena nato, ciascuno di noi ha dovuto imparare a respirare, poi a succhiare il latte, poi a parlare, a camminare, a leggere, a scrivere, a guadagnarsi da vivere e ogni giorno in famiglia, a scuola o al lavoro ci sono un’infinità di seccature da superare, di problemi da risolvere. Credo che si possa dare ragione a Bauman quando dice “Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato”.

In altre parole, possiamo dire che non saremo felici quando non avremo più problemi, ma imparando ad essere felici ci sarà molto più facile risolvere tutti i problemi.

Certamente è vero che tra le questioni personali (rabbia, dolore, paura, rimpianti, delusioni, difficoltà, etc.) e quello che succede in giro per il mondo (epidemie, guerre, inquinamento, fame, etc.) c’è ben poco da essere allegri, ed è per questo che è importante imparare ad essere felici, per affrontare serenamente tutto ciò che in un modo o nell’altro ci fa stare male.

A questo punto spero sia chiaro che il fatto di essere felici dipende solo da noi, e questo è certamente un vantaggio: non dobbiamo aspettare che accada qualcosa o che qualcuno si dia da fare per renderci felici: l’essere felice dipende solo da una nostra scelta, solo da una nostra decisione.

Lo abbiamo visto poco fa, con la partita di calcio: un semplice, banale giudizio trasforma una sconfitta che scatena rabbia in una vittoria che dà gioia. La prima scelta che possiamo e dobbiamo fare se vogliamo essere felici è quella di evitare i giudizi che scatenano in noi la rabbia.

Questa è la scelta che ha fatto Hunter Doherty Adams, quando, ricoverato in un ospedale psichiatrico, dopo tre tentativi di suicidio, ha deciso finalmente di essere felice. Lo racconta così: “Quel mattino appena sveglio mi sono detto: da oggi voglio essere felice, non mi arrabbierò mai più. Da quel giorno la mia vita è cambiata, non mi sono mai più arrabbiato e sono stato sempre più felice”. Hunter Doherty Adams oggi è conosciuto in tutto il mondo con il nome di Patch Adams, il padre di tutti i clown dottori.

Sono molte altre le persone che, giunte al limite della disperazione, hanno fatto questa scelta e così hanno imparato ad essere felici; lo puoi fare anche tu, ora!






ABOUT AUTORE

Daniele Berti
Daniele Berti è un Counselor ad indirizzo Gestaltico Integrato secondo lo standard europeo EAC, ambasciatore italiano di Action for Happiness e della Laughter Yoga University, dal 2013 è accreditato come formatore per i corsi ECM di formazione continua in ambito sanitario.
Ha ottenuto l'Honor Code Certificate “The Science of Happiness” e “The foundations of Happiness at work” della edX Berkley University of California e il Verified Certificate in “Positive Psychology” della University of North Carolina of Chapel Hill.
Ha approfondito i temi relativi all'Intelligenza Emotiva, alla Psicologia Positiva ed è esperto in Programmazione Neuro Linguistica, Analisi Transazionale, EFT, Pisch-K®, RQI® ed altre tecniche per il benessere e il miglioramento personale.
Autore del video-corso “Felicità: le 4 leggi per vivere felici senza ansia, preoccupazioni e stress” (ed. www.corsi.it) e del libro “Manuale di felicità", nel 2009 ha creato il blog La Palestra della Felicità ora www.cam.tv/danieleberti.
Counselor e LifeCoach collabora anche con enti ed aziende pubbliche e private per diffondere le tecniche per la gestione dello stress e per promuovere tecniche di ben-essere finalizzate al lavoro di squadra e allo sviluppo della creatività sul posto di lavoro e nella vita privata.
Puoi metterti in contatto con lui scrivendo a daniele@lapalestradellafelicita.com o direttamente sul canale www.cam.tv/danieleberti

 





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