Ma che sia il caso di imparare a ridere sul serio?

“Il riso fa buon sangue” ci dice la saggezza popolare, ma qualcuno ha sentenziato che “Il riso abbonda nella bocca degli stolti”.
Così, siccome vogliamo far vedere a tutti che siamo delle persone serie e non siamo per niente degli stolti, non ridiamo mai, o comunque molto poco.
Che sia per questo che siamo sempre tristi, stressati e ammalati? Se la saggezza popolare, ancora una volta, avesse ragione?
Ma poi, come si fa a ridere di questi tempi, che cosa c’è da ridere con tutti i problemi che ci sono da risolvere? Ormai anche i comici in TV non fanno più ridere.
Ma che ci sia una via d’uscita? Che cosa possiamo fare per ritrovare il piacere di una bella risata che ci restituisca un po’ gioia di vivere e magari anche un po’ più di salute?
Forse la cosa migliore da fare sarebbe quella di fare un po’ di chiarezza su tutta la questione.
Nel bene e nel male della risata e dei suoi benefici se ne parla fin dall’antichità; nelle mitologie di tutti i popoli, tanto ad Oriente quanto ad Occidente, la storia che ritroviamo, con piccole varianti, è sempre la stessa.
Una divinità, travolta da un profondo dolore, rende sterile la terra o viceversa provoca tremende inondazioni fino a quando accade un fatto buffo e inaspettato che la fa scoppiare in una sonora risata. A questo punto, la divinità, che, liberata da quel dolore e dalla profonda di tristezza, ritrova la gioia di vivere, sistema tutto quanto: ridona la fertilità alla terra o viceversa fa prosciugare le acque.
Forse per questo, restando dalle nostre parti, il filosofo Platone sosteneva che “L’uomo non deve ridere perché la risata è dominio degli Dei”.
Queste antiche leggende popolari ci aiutano a capire un interessante meccanismo della risata: un individuo sommerso dal dolore (la divinità) assiste ad un fatto buffo che le provoca la risata e questa risata riporta la gioia di vivere alla divinità.
Quindi la prima considerazione da fare è che, almeno per le divinità, non solo, a certe condizioni, è possibile ridere anche quando ci sono dei problemi, ma anche che, grazie a delle sonore risate, dolore e tristezza svaniscono e si riesce pure a superare i problemi.
Sembrerebbe quindi che, almeno per le divinità, la risata abbia un potere magico e forse potrebbe essere utile capire che cosa può far scatenare una risata anche quando non si ha nessuna voglia di ridere.
A ben guardare, il meccanismo che scatena la risata, pur con mille variabili, è sempre lo stesso: in una situazione reale o raccontata che sia, all’improvviso accade qualcosa di inaspettato, qualcosa di sorprendente che ribalta completamente tutta l’atmosfera che era stata creata precedentemente.
Che sia un film comico, una barzelletta o una scena reale accade che un impettito cameriere rovescia la minestra in testa al cliente, il ladro che fugge inseguito dai poliziotti si rifugia proprio dentro alla galera, il maldestro amante del “fai da te” mentre con il trapano sta facendo un buco nel muro si fa una doccia perché fora un tubo dell’acqua.
Riguardando i classici film comici vediamo che sono migliaia le situazioni nelle quali una qualsiasi azione si trasforma in una scena comica; questo avviene quando il protagonista intento nel fare qualcosa di assolutamente normale incappa improvvisamente e in modo inaspettato in una disavventura più o meno grave.
Per creare una regola del come si scatena una risata potremmo dire che è necessario costruire una situazione nella quale una persona normale compie una stupidaggine, o al contrario, la situazione comica nasce anche quando uno un po’ ingenuo fa una cosa sorprendentemente intelligente o straordinariamente stupida.
Così con queste quattro variabili - 1) persona normale, 2) persona ingenua, 3) azione stupida, 4) azione intelligente - in tutte le possibili gradazioni, possiamo creare un’infinità di situazioni che possono scatenare delle irresistibili e fragorose risate.
Così nascono la comicità, l’umorismo, l’ironia, il sarcasmo che nella loro versione malvagia diventano dileggio, scherno, derisione. Atti quest’ultimi che certamente sono tipici delle persone stolte.
In qualche modo abbiamo così chiarito che cosa possa scatenare la risata ma, di preciso, ancora non abbiamo capito che cosa sia la risata.
Allora per un po’ dimentichiamo tutto ciò che riguarda comicità e umorismo e guardiamo esclusivamente alla risata dal punto di vista fisiologico, come semplice fatto meccanico.
Bene, da questo punto di vista la risata è semplicemente una serie di profonde espirazioni accompagnate da un suono prodotto con la gola e ripetuto velocemente: ha-ha-ha-ha-ha-ha. Vuoi verificare se è proprio così? Allora ti propongo di fare questo semplice esercizio di respirazione.
Inizia con una profonda inspirazione, trattieni per qualche secondo il fiato e poi espira profondamente mentre ripeti velocemente ha-ha-ha-ha-ha-ha fino a rimanere senza fiato.
Se hai messo in pratica le semplici istruzioni che ti ho dato, ti sei proprio fatto una risata senza che nessuno scivolasse su una buccia di banana o cose simili. In pratica, senza comici, senza barzellette e senza compiere atti da stolto, ti è stato sufficiente eseguire un semplice esercizio di respirazione per produrre una risata, per ridere sul serio.
E tutto questo che cosa ha a che fare con il fatto che il riso fa buon sangue?
Per capirlo, dobbiamo abbandonare le questioni comiche ed entrare in quelle serie, molto serie come la psico-neuro-endocrino-immunologia che per semplificarci la vita viene anche detta PNEI.
La PNEI nasce come scienza medica verso gli anni ‘70 del secolo scorso. Il suo compito è di studiare l’essere umano come un tutt’unico nel quale mente e corpo sono due facce della stessa medaglia che interagiscono continuamente tra di loro. Se la psiche rappresenta la mente, il corpo viene visto come l’insieme dell’apparato neurologico, di quello endocrino e del sistema immunitario che di continuo si scambiano un’infinità di informazioni per creare insieme il miglior equilibrio possibile.
La cosa più sorprendente che scopre la PNEI è che l’azione del ridere è quella che più rapidamente e in modo più efficacie attiva proprio tutti quei processi che generano benessere fisico e psicologico. In altre parole la più moderna delle scienze mediche conferma l’antico detto popolare “Il riso fa buon sangue”.
Nel 1995, proprio seguendo gli studi della PNEI, il medico indiano Dr. Maadan Kataria decide di sperimentare se sia proprio vero. Così, dopo alcuni tentativi a base di barzellette decide di sperimentare il fatto che per ridere basta decidere di ridere, proprio come hai fatto tu se hai eseguito l’esercizio che ti ho suggerito. Nasce così la pratica dello Yoga della Risata che si diffonde rapidamente in tutto il mondo.
Senza barzellette e senza comici, con lo Yoga della Risata si ride semplicemente decidendo di ridere con l’unico motivo che il riso fa buon sangue e i benefici sulla salute, come ormai testimoniano numerose ricerche scientifiche, arrivano rapidamente.
 
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NOTE SULL'AUTORE: Daniele Berti è un Counselor ad indirizzo Gestaltico Integrato secondo lo standard europeo EAC, ambasciatore italiano di Action for Happiness e della Laughter Yoga University, dal 2013 è accreditato come formatore per i corsi ECM di formazione continua in ambito sanitario. Ha ottenuto l'Honor Code Certificate “The Science of Happiness” e “The foundations of Happiness at work” della edX Berkley University of California e il Verified Certificate in “Positive Psychology” della University of North Carolina of Chapel Hill.
Ha approfondito i temi relativi all'Intelligenza Emotiva, alla Psicologia Positiva ed è esperto in Programmazione Neuro Linguistica, Analisi Transazionale, EFT, Pisch-K®, RQI® ed altre tecniche per il benessere e il miglioramento personale.
Autore del video-corso “Felicità: le 4 leggi per vivere felici senza ansia, preoccupazioni e stress” (ed. www.corsi.it) e del libro “Manuale di Felicità - Teoria e Pratica" nel 2009 ha creato il blog La Palestra della Felicità ora www.cam.tv/danieleberti.
Counselor e LifeCoach collabora anche con enti ed aziende pubbliche e private per diffondere le tecniche per la gestione dello stress e per promuovere tecniche di ben-essere finalizzate al lavoro di squadra e allo sviluppo della creatività sul posto di lavoro e nella vita privata.
Puoi metterti in contatto con lui scrivendo a daniele@lapalestradellafelicita.com o direttamente sul canale www.cam.tv/danieleberti.





ABOUT AUTORE

Daniele Berti
Daniele Berti è un Counselor ad indirizzo Gestaltico Integrato secondo lo standard europeo EAC, ambasciatore italiano di Action for Happiness e della Laughter Yoga University, dal 2013 è accreditato come formatore per i corsi ECM di formazione continua in ambito sanitario.
Ha ottenuto l'Honor Code Certificate “The Science of Happiness” e “The foundations of Happiness at work” della edX Berkley University of California e il Verified Certificate in “Positive Psychology” della University of North Carolina of Chapel Hill.
Ha approfondito i temi relativi all'Intelligenza Emotiva, alla Psicologia Positiva ed è esperto in Programmazione Neuro Linguistica, Analisi Transazionale, EFT, Pisch-K®, RQI® ed altre tecniche per il benessere e il miglioramento personale.
Autore del video-corso “Felicità: le 4 leggi per vivere felici senza ansia, preoccupazioni e stress” (ed. www.corsi.it) e del libro “Manuale di felicità", nel 2009 ha creato il blog La Palestra della Felicità ora www.cam.tv/danieleberti.
Counselor e LifeCoach collabora anche con enti ed aziende pubbliche e private per diffondere le tecniche per la gestione dello stress e per promuovere tecniche di ben-essere finalizzate al lavoro di squadra e allo sviluppo della creatività sul posto di lavoro e nella vita privata.
Puoi metterti in contatto con lui scrivendo a daniele@lapalestradellafelicita.com o direttamente sul canale www.cam.tv/danieleberti

 





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