Salute

21 Gen 2020


Mal di testa: asse intestino-cervello

Per chi di voi non avesse letto l’articolo precedente riguardante l’alimentazione e l’emicrania, vi diamo qualche pillola di quanto scritto al fine di poterci collegare all’argomento di oggi. Il mal di testa o cefalea rappresenta uno dei disturbi neuro-infiammatori più diffusi al mondo. La manifestazione principale della cefalea è il dolore, che può essere localizzato in alcune regioni o diffuso in tutto il cranio. Il dolore spesso è associato anche ad altri sintomi come: lacrimazione, nausea, irritabilità e capogiri. Le cause del mal di testa sono molteplici. Nel precedente articolo abbiamo valutato come, in alcuni tipi di cefalea secondaria, gli alimenti siano un fattore scatenante o di mantenimento del sintomo. In questo articolo, invece, valuteremo l’impatto e la connessione esistente tra intestino, microbiota intestinale e cervello.                                                               

Iniziamo dallo spiegare cosa si intende per microbiota inestinale. Il microbiota non è altro che l’insieme dei microrganismi simbionti che vivono lungo tutto il tratto gastrointestinale, garantendone benefici funzionali.

Gli studi hanno dimostrato che il microbiota intestinale interagisce con le funzioni cerebrali attraverso segnali immunologici, ormonali, metabolici e neuronali.

Un altro aspetto importante da non trascurare è che, quando la composizione e la biodiversità del microbiota si alterano, si instaura una condizione di disbiosi, la quale influenza negativamente l’assorbimento dei nutrienti, la permeabilità e l’immunità a livello intestinale. Tutto ciò porta ad un aumento del rilascio di molecole pro-infiammatorie e vaso-attive, che possono passare liberamente nel sistema circolatorio e raggiungere altre regioni lontane dall’intestino. Infatti è stato dimostrato che chi soffre di disturbi gastrointestinali ha generalmente più attacchi di mal di testa rispetto alle persone sane. La maggior parte dei casi di chi soffre di colon irritabile, ad esempio, presenta una condizione di cefalea cronica, così come anche chi soffre di celiachia, malattie infiammatorie intestinali croniche (Crhon e Rettocolite), infezioni da Helicobacter Pylori, steatosi epatica e disturbi biliari.

Ecco perché il riequilibrio del microbiota intestinale riveste un ruolo importantissimo nella prevenzione e nella gestione del mal di testa.

Dunque, in base a quanto detto, per prevenire e ridurre gli episodi di mal di testa in chi è particolarmente sensibile, potrebbe risultare utile prendersi cura del proprio benessere intestinale.

Come fare?

Sicuramente alla base c’è una sana e corretta alimentazione, data da una scelta appropriata degli alimenti sia nella quantità, che nella qualità. Successivamente è fondamentale mantenere una buona regolarità intestinale, data da una corretta assunzione di fibra alimentare (utile a nutrire adeguatamente lattobacilli e bifidi, prevalentemente presenti nell’intestino).

Qualora dovesse presentarsi un’alterazione della funzionalità gastrointestinale, si consiglia di rivolgersi ai professionisti della nutrizione i quali sapranno aiutarvi nel ripristinare la microflora intestinale compromessa.

 

Articolo a cura della dott.ssa Valentina Martinuzzo,
biologa nutrizionista, collaboratrice di Nutrigenimed





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