Salute

26 Nov 2019


Mal di testa: cosa si può fare a tavola per prevenirlo?

Il mal di testa o cefalea rappresenta uno dei disturbi neuro-infiammatori più diffusi al mondo e colpisce tutti gli individui, indipendentemente dall’età, dal sesso e dallo stato sociale. La manifestazione principale della cefalea è il dolore, che può essere localizzato in alcune regioni o diffuso in tutto il cranio. Il dolore spesso è associato anche ad altri sintomi come: lacrimazione, nausea, irritabilità e capogiri, che talvolta possono diventare talmente intensi da impedire il normale svolgimento delle attività lavorative e sociali. A peggiorare ulteriormente il quadro c’è il fatto che molto spesso il disturbo occasionale diventa un disturbo cronico, quindi si è portati sempre più spesso a dover utilizzare (e abusare) dei farmaci, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono.

Le cause del mal di testa sono molteplici e variano a seconda della durata e dell’intensità dei sintomi. Ne esistono infatti diverse forme. Abbiamo la cefalea primaria, che è dovuta per lo più a cause di natura ormonale o ambientale e comprende l’emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo; e la cefalea secondaria che è il sintomo principale di altri disturbi (allergie, sinusiti, ipertensione, artrosi, difficoltà digestive) o che si manifesta in seguito ad assunzione eccessiva di alcune sostanze (caffè, alcool, farmaci), o per carenza di sostanze (zuccheri, acqua), oppure in particolari condizioni ambientali (freddo eccessivo, sforzo fisico, stress, altitudine).

Esiste però un legame sempre più stretto anche tra cefalea e alimentazione. Infatti gli studi dimostrano che uno stile alimentare poco sano può abbassare la soglia del dolore del mal di testa o addirittura può provocarne un attacco. Alcune persone sono poi particolarmente più sensibili a certi cibi o a certe sostanze contenute negli alimenti rispetto ad altre. Le sostanze coinvolte vanno ad alterare la circolazione sanguigna intracranica con effetto di vasodilatazione e aumento del dolore. In particolare queste sostanze sono:

- la tiramina, che è presente:

  -- nei formaggi, soprattutto quelli stagionati

  -- in alcuni latticini come panna acida e yogurt

  -- in alcuni tipi di frutta come banane mature, avocado, fichi, frutta secca, uva passa

  -- in alcuni tipi di verdura come peperoni, crauti, aglio e cipolla

  -- in alcuni legumi come piselli, fave e fagioli

  -- nel vino rosso

  -- nella salsa di soia

  -- nel burro di arachidi

- la feniletilamina, presente nel cioccolato

- i solfiti, presenti soprattutto nel vino bianco, ma anche nell’aceto di vino e nella birra

- i nitrati e nitriti, conservanti presenti nelle carni processate quali insaccati, hot dog, pancetta e prodotti affumicati

- il glutammato monosodico, esaltatore di sapidità presente nei dadi da brodo e in alcuni snack industriali

Oltre a queste sostanze “vasoattive”, anche alcune carenze vitaminiche o di sali minerali possono essere responsabili dell’acutizzarsi del mal di testa, come la carenza di ferro (anemia) o la carenza di magnesio (essendo un miorilassante una sua carenza potrebbe essere responsabile di una cefalea muscolo-tensiva).

Se la vostra cefalea è veramente invalidante e vi condiziona lo stile di vita, il consiglio che diamo in primis, è quello di provare a capire di che tipo di cefalea si tratta magari facendo, se necessario, qualche visita specialistica. Una volta appurato che si tratti di cefalea secondaria, dove l’alimentazione può giocare il suo ruolo, per non rischiare di sbagliare, eliminare interi gruppi alimentari e incorrere così in una dieta fortemente sbilanciata, risulta fondamentale rivolgersi ad uno specialista del settore della nutrizione per cercare di capire quali alimenti possono essere scatenanti e formulare un’alimentazione più consona.

Nel frattempo potrebbe essere utile tenere un diario alimentare dove trascrivere quando arrivano gli episodi di mal di testa, cosa è stato assunto nella giornata o la giornata precedente e, con il nutrizionista, capire se ci sono correlazioni specifiche tra alcuni cibi e lo scatenarsi dell’emicrania.

Ma i collegamenti tra l’alimentazione e il mal di testa non riguardano soltanto i cibi scatenanti, bensì anche altri processi che avvengono quotidianamente all’interno del nostro l’organismo. In particolare riguardano la comunicazione che esiste tra intestino e cervello.

Nel prossimo articolo approfondiremo questo aspetto.

 

Articolo a cura della dott.ssa Valentina Martinuzzo,
biologa nutrizionista, collaboratrice di Nutrigenimed

 






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