Salute

26 Giu 2018


Olio di palma, perché i consumatori si sono “ribellati”?

Riguardo la questione dell’olio di palma ci sono diverse correnti di pensiero, qualcuno lo dipinge come un ingrediente “di scarsa qualità” mentre altri ne vantano virtù salutistiche in vista del fatto che si tratta di olio vegetale. È vero, è un olio vegetale, e proprio per questo il consumatore, fino a qualche anno fa, credeva di assumere “grassi buoni” da questo olio in quanto lo paragonava (erroneamente) all’olio di oliva.
Sebbene si tratti di un olio vegetale, questo non lo esime dall’avere un profilo lipidico non molto salutare.

Proviamo a vedere qualche differenza tra l’olio extravergine di oliva e l’olio di palma.

L’olio di oliva extravergine è il condimento (grasso) per eccellenza. Grazie al suo elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi e di polifenoli, si rivela ottimale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, inoltre subisce, in cottura, alterazioni minori rispetto ad altri oli, perché i grassi monoinsaturi in esso contenuto sono più stabili rispetto agli altri tipi di acidi grassi. Tuttavia è consigliabile consumarlo crudo per ottimizzare al massimo le sue proprietà antiossidanti, antiradicaliche e protettive nei confronti di tumori, malattie cardiovascolari e malattie neurodegenerative.  

L’olio di palma (così come quello di palmisti e di cocco), molto usato nell'industria dolciaria, dei sostituti del pane e nella pasticceria industriale, in sostituzione del burro o dell’olio di oliva, ha invece un tenore molto rilevante di acidi grassi saturi. In genere viene (o veniva) impiegato nell’industria dolciaria e dei panificati per il basso costo e per la resa in termini di friabilità dei prodotti. La dicitura che lo contraddistingue sulle etichette, oltre a “olio di palma e palmisti” è anche "oli vegetali non idrogenati" (che molto probabilmente comprende anche olio di cocco).
Esistono due tipi di olio di palma, uno rosso (ricco di carotenoidi, coenzimaQ10, squalene e vit.E) e uno raffinato (incolore) che invece perde tutte le sue proprietà con la raffinazione e che è quello che viene usato per la preparazione degli alimenti industriali.

Diversi studi hanno dimostrato il ruolo che questo olio ha sull’aumento dell’incidenza di coronaropatie (malattie del cuore) conseguente all’aumento di colesterolo LDL (colesterolo cosiddetto “cattivo”) in seguito ad assunzione di acidi grassi saturi come il miristico, il laurico e il palmitico abbondanti nell’olio di palma.

Nel 2015 alcune aziende decidono di abbandonarlo sia grazie ad una petizione portata avanti on line con una raccolta di firme, sia perché è stato pubblicato un rapporto dell’Istituto superiore della sanità che individua un eccesso di assunzione di acidi grassi saturi, riconducibili al palma che si trova negli alimenti industriali, nella dieta dei bambini/ragazzi e di una fascia di adulti.
Peraltro, un parere tecnico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) afferma che il contenuto di sostanze nocive (genotossiche e cancerogene, come gli esteri del glicidolo e nefrotossiche, come il 3-MCPD) è decisamente maggiore nell’olio di palma rispetto a molti altri oli.

Negli ultimi decenni l’alimentazione degli adulti e soprattutto dei bambini è cambiata tantissimo e il consumo di alimenti confezionati, raffinati, pieni di additivi, grassi saturi e trans è aumentata molto.
È risaputo che tutti gli alimenti, naturalmente, contengono antinutrienti, ossia molecole dannose per il corpo che, se assunte con scarsa frequenza, non arrecano danno all’organismo in quanto esso fisiologicamente riesce a smaltire. Per gli alimenti industriali, questo rischio si amplifica in quanto addizionati di coloranti, conservanti, additivi, grassi trans e oli vegetali non idrogenati che da studi scientifici sono stati individuati come “pericolosi” o “probabilmente pericolosi” per la salute.

Anche l’olio di palma fa parte di questo gruppo di sostanze da evitare perché, se assunto in dosi massicce (cosa che inconsapevolmente succede perché si trovava dappertutto), causa gravi danni alla salute.
Il problema principale sta nel fatto che nell’alimentazione moderna c’è pochissima varietà e questo porta al sovraccarico di tali molecole che l’organismo non riesce a “smaltire” intossicandosi.

Come fare per “salvaguardarsi”? Variare spesso l’alimentazione e leggere le etichette sono il miglior modo per difendersi!  






ABOUT AUTORE

dott.ssa Mary Nicastro

Sono Mary Nicastro e sono una BIOLOGA NUTRIZIONISTA.

Ho conseguito la Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università degli Studi di Catania effettuando una tesi in IGIENE DEGLI ALIMENTI e la laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano effettuando una tesi sperimentale in NUTRIZIONE

Ho partecipato, in team, ad un progetto Europeo per L’innovazione Scientifica in campo alimentare indetto da FederAlimentari;

Nel 2009 ho collaborato con l’Università degli studi di Milano, come consulente, per un progetto CE Truefood

Ho sostenuto e superato l’ Esame di abilitazione in Biologia e mi sono iscritta all’Albo dell’ Ordine Nazionale dei Biologi Sez A n. AA_067269 che conferisce il titolo giuridico a svolgere la professione di Nutrizionista.

Sono iscritta all’Albo D’Oro dei Biologi Nutrizionisti.

Collaboro con l’ordine dei Biologi, come Biodefensor, contro l’abusivismo della professione di Biologo

Effettuo consulenze per stilare protocolli dietetici individualizzati per adulti, bambini, soggetti intolleranti e allergici, donne in gravidanza e in allattamento, soggetti con patologie cronico-degenerative di vario tipo, sportivi, nonché per soggetti affetti da DCA (disturbo del comportamento alimentare) che non necessitano di ricovero in struttura.

L’approccio utilizzato prevede la combinazione dello stile alimentare dettato dalla DIETA MEDITERRANEA in combinazione con la NUTRIGENETICA.

Organizzo:

  • Corsi di Cucina Consapevole,
  • Corsi per la menopausa
  • Corsi sullo svezzamento naturale,
  • progetti e incontri con le Scuole sia di rieducazione alimentare che per la prevenzione dei disturbi alimentari,
  • incontri informativi e divulgativi gratuiti

Collaboro con svariati professionisti del settore socio-sanitario per avere un approccio a 360 gradi sulla persona.





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok