Salute

16 Mag 2017


Pari opportunità: a Modo delle Donne - di Simona Oberhammer

Disagi, domande irrisolte, soluzioni tentate senza risultato. Spesso le donne falliscono – oppure riescono a caro prezzo – per un motivo molto semplice, eppure del tutto trascurato:

Perché seguono dinamiche che non sono loro proprie.

1° Passo - LIBERE DI FARE

2° Passo - LIBERE DI ESSERE

Libertà nel fare e libertà nell'essere, c’è una grande differenza.

Oggi le donne hanno fatto il primo passo: possono lavorare, guadagnare, studiare, dirigere, raggiungere i loro obiettivi.

È la libertà del fare.

Ma è necessario anche compiere un secondo passo: verso la libertà dell'essere. Significa potersi esprimere con modalità femminili e non maschili: nel lavoro, in famiglia, nella coppia, nella realizzazione di se stesse.

Tra il modo di esprimersi delle donne e il modo di esprimersi degli uomini esistono delle vere e proprie differenze.

Vediamole.

A modo delle donne, a modo degli uomini

Ma qual è il modo di fare al femminile e quello al maschile?

Ci aiuta il nostro corpo a dare la risposta. Più precisamente la nostra biologia. Io l’ho definita “matrice biologica” che è la pasta di cui siamo fatti. È una ricetta speciale che ci contraddistingue come donne o come uomini. E ci indirizza verso determinati comportamenti, orientamenti e forme di pensiero.

La circolarità femminile

La matrice biologica ha definito per il femminile un’impronta circolare. Il corpo delle donne è infatti caratterizzato da cicli.

Il ciclo della fertilità (menarca-gravidanza-menopausa) e soprattutto il ciclo mestruale che per lunghi anni scandisce la vita femminile e si muove come un cerchio: ogni mese inizia, si completa e finisce. Per poi riprendere.

La linearità maschile

Se l’impronta femminile è circolare, quella che la matrice biologica ha definito per il maschile è lineare. Il corpo dell’uomo, diversamente da quello della donna, non è scandito da cicli: i livelli ormonali maschili sono infatti costanti, non salgono e scendono, non seguono un ritmo che si ripete più e più volte. Una linea senza fine.

La natura lunare e la natura solare

La vita femminile è quindi un percorso circolare, che procede a fasi cicliche, come quello della luna. La vita maschile è invece un percorso lineare, che procede senza sbalzi, in modo costante, come quello del sole.

Il principio femminile si esprime come natura lunare.

Il principio maschile si esprime come natura solare.

Sono simboli che l’essere umano riconosce spontaneamente da sempre: è la matrice biologica che si manifesta.

La luna: la donna

Luna crescente, luna piena (o plenilunio), luna calante, luna nuova (o novilunio). Così è l’astro lunare: con l’altalenarsi delle fasi scandisce i suoi ritmi. Come la matrice circolare femminile. Proprio come questo satellite, le donne ripercorrono lo stesso ciclo ogni mese. Sono quattro le fasi lunari, come quattro sono le fasi del ciclo femminile.

Il sole: gli uomini

Il sole – diversamente dalla luna – durante il mese non si mostra “a fasi”. È sempre tutto intero. Non esistono fasi solari, ma solo momenti distinti: “È mattino” ci dice l’aurora. “È mezzogiorno” ci dicono i raggi che calano a picco sulla testa. “È sera” ci dicono le fiamme rosse del tramonto. “È notte” ci dice il sole quando non c’è più. Se nell’arco di ventotto giorni la luna completa un ciclo e si mostra nelle sue quattro fasi, il sole invece è sorto e tramontato per ventotto volte. Presentandosi ogni giorno allo stesso modo.

Differenze tra lui e lei

Natura lunare, ciclica, ritmica e oscillatoria: lei.

Natura solare, lineare, puntiforme e costante: lui.

La matrice biologica con i suoi diversi ritmi non influisce solo sui corpi degli uomini e delle donne, ma anche sulle loro menti.

La natura lunare e la natura solare si esprimono infatti in modo molto diverso.

Maschile: “pensiero di testa”

Il maschile è lo spazio della mente, del conscio.

La realtà è vista soprattutto in modo oggettivo, come in una giornata di sole: tutto è chiaro e nitido, ben visibile e osservabile.

È la visione solare, dove predomina la razionalità, l’analisi, il realismo.

Quando usiamo questo tipo di pensiero?

Per esempio quando programmiamo la giornata: vado al lavoro, poi faccio la spesa, poi vado a prendere i bambini a scuola, poi porto la macchina dal meccanico, poi passo in lavanderia. Oppure quando vogliamo organizzare meglio gli spazi nei nostri armadi: da questa parte metto i vestiti invernali, da quella i vestiti estivi, in quel ripiano le borse, a quell’anta aggancio le cinture. O ancora usiamo il pensiero maschile quando cerchiamo la soluzione di un problema analizzandolo punto per punto, scomponendolo nelle sue parti e nei diversi aspetti. O quando scriviamo su un foglio gli obiettivi che vogliamo raggiungere. O consultiamo una mappa stradale per sapere come arrivare a destinazione.

Femminile: “pensiero di pancia”

Se il maschile è lo spazio della mente, della logica e della razionalità, il femminile è lo spazio del corpo, delle percezioni e delle sensazioni.

È l’inconscio a predominare. La realtà è vista soprattutto in modo soggettivo, come in una notte lunare: la visione non è chiara e definita ma fatta di chiaroscuri, di spazi visibili e invisibili. Linee e contorni sono sfumati.

Più che il singolo particolare si coglie l’insieme. Così è la visione lunare: puoi presagire ma non vedere chiaramente. Puoi immaginare, capire, intuire ma non comprendere.

Il pensiero femminile, diversamente da quello maschile, è arricchito di ombreggiature, esalta la percezione, l’intuizione, evidenzia l’aspetto emozionale dei fatti, degli altri, della realtà in generale. Ci fa cogliere l’atmosfera di un luogo, la sensazione su una persona. Fa intuire la strada da percorrere, anche se non conosciamo ancora le tappe. Non è l’informazione chiara e senza equivoci di un messaggio che ci arriva da una comprensione logica e intellettiva. è piuttosto la voce interiore che sussurra. Più dei particolari ci offre il senso delle cose.

Quando usiamo questo tipo di pensiero? Per esempio quando giungiamo alla soluzione di un problema non attraverso la logica ma l’intuizione. Spesso accade all’improvviso. Diciamo: «Ecco come devo fare!». Oppure quando ci arriva una certezza da dentro che ci fa esclamare: «So che è così». Non sai spiegare il motivo ma sai che ciò che hai sentito è giusto. È una certezza che ti viene dalla “pancia”, non dalla testa. Usiamo questo tipo di pensiero anche quando avvertiamo dentro di noi l’istinto di fare una certa cosa. A volte si manifesta anche con segnali corporei, come una sensazione di calore al basso ventre, un formicolio alle mani, una vibrazione al petto.

Io affronto la realtà diversamente da te

Il maschile ama i tracciati, i percorsi a punti e linee, i segmenti, i moduli, le tappe, dove è possibile procedere secondo direzioni ben precise.

Il femminile invece si muove a proprio agio negli spazi circolari, ondulatori, nei percorsi non segnati da spigoli, dove è possibile fluttuare.

Ti uso poco e male

Ricco di infinite possibilità, il pensiero femminile dalle donne viene usato poco. O male. Specialmente quando dicono:

«Vorrei avere una visione nitida e chiara delle cose e invece tutto si confonde»
«Mi piace guardare “oltre le cose” ma tante volte mi sembra di non essere compresa»
«Mi piace sentire sulla pelle le cose che accadono. Ma dentro di me penso che un approccio razionale sia migliore»
«È “dalla pancia” che sento provenire i messaggi più chiari. Ma penso che quelli che vengono dalla testa sono più sicuri».
 
Le donne hanno poca fiducia in un modo di essere “al femminile”. Sentono più sicuro quello “al maschile”. Anche se non è il loro.

Il pensiero femminile viene invece usato male quando le donne gestiscono le emozioni e le percezioni in modo improprio, lasciando che prendano il sopravvento. Non sono capaci di gestirle bene, di incanalarle positivamente. Allora tutto diventa troppo confuso: non c’è più distinzione tra intuito e fantasia, tra le sensazioni e il buon senso, tra istinti e “colpi di testa”.

Un ritorno al femminile

È necessario un ritorno al femminile vero e autentico affinché le donne possano appropriarsi del loro “modo di essere”.

1° - cambiando la concezione di se stesse: da lineare a circolare.

2° - imparando a stimolare ma anche a gestire positivamente il “pensiero di pancia”.

Sono passi importanti. Permettono alla donna di riconnettersi con il suo femminile, con un “modo di essere” più adatto a lei e alle sue necessità. Per giungere al benessere e alla serenità.






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