Salute

04 Dic 2018


Pesce, 3 trucchi per renderlo ancora più sano

I consigli di Simona Oberhammer

Il pesce, si sa, è tra le proteine di origine animale quella più sana e benefica. Mangiando regolarmente pesce, si fa scorta di un grande numero di sostanze preziose per il benessere di tutto l’organismo. Riportiamo alcuni benefici:

- aiuta a mantenere la linea grazie ai grassi Omega 3 che sono in grado di trasformare le cellule di grasso cattivo dell’organismo in altre sane, bruciando calorie;

- è facilmente digeribile e assimilabile poiché è caratterizzato da uno scarso tessuto connettivo, quindi facilmente attaccabile dai succhi gastrici;

- il pesce riduce le rughe grazie anche alla presenza di Omega 3 (lo ha rilevato uno studio della Monash University di Melbourne osservando un certo numero di persone che basano la propria alimentazione soprattutto su pesce, vegetali e olio di oliva);

- protegge il cuore e l’apparato cardiovascolare grazie ancora una volta agli Omega 3[1], grassi buoni che aumentano la fluidità del sangue, abbassano i trigliceridi, diminuiscono l’assorbimento del colesterolo nell’intestino, ostacolano il processo che porta alla formazione e alla progressione dell’arteriosclerosi e proteggono il cuore dalle aritmie;

- aiuta la tiroide perché ricco di iodio, un oligoelemento che è il principale alleato di una tiroide sana;  

- tonifica il corpo avendo un apporto proteico elevato e di altissima qualità, facilmente digeribile e assimilabile, perciò nutre bene l’organismo favorendo la tonicità dei suoi tessuti e uno sviluppo migliore della muscolatura quando si fa attività fisica;

- rinforza le ossa poiché contiene una buona quantità di calcio e un’ottima concentrazione di vitamina D che aiutano a contrastare la diminuzione della densità ossea, riducendo il rischio di osteoporosi e il rischio di fratture;

- favorisce la memoria, e ciò non dipende dal fosforo, come si crede, ma soprattutto dalla vitamina B12, presente nel pesce e che tra le sue molte virtù ha quella di conservare nel tempo le funzioni cognitive e la memoria (secondo alcuni studi della University of Oxford la vitamina B12 agisce positivamente sulla memoria per la sua capacità di mantenere integra la guaina mielinica che circonda i neuroni; ma c’è di più: uno studio della rivista Neurology ha riscontrato che nelle persone che mangiano abitualmente pesce c’è una quantità maggiore di materia grigia, la parte del cervello associata alla memoria e alla capacità decisionale; questo studio ha evidenziato che il consumo regolare di pesce aiuta anche a preservare il funzionamento e l’integrità del cervello quando si invecchia, riducendo in particolar modo il progredire dell’Alzheimer);

- migliora l’umore non solo per merito del magnesio e dell’Omega 3, ma soprattutto grazie alla presenza di triptofano e di vitamina B6, principi nutritivi ad azione antidepressiva, che si potenziano a vicenda, favorendo il rilascio della serotonina (l’azione positiva sull’umore si accentua se il pesce viene spruzzato con del succo di limone, la cui vitamina C favorisce la trasformazione del triptofano in serotonina);

- aiuta il sonno grazie a sostanze presenti nel pesce in abbondanza come la vitamina D, gli Omega 3 e l’acido alfa linoleico.

Ora, i benefici si ricavano da un consumo corretto del pesce, come di qualsiasi altro cibo: l’importante è saper mangiare (e cucinare bene). Simona Oberhammer, naturopata specializzata in nutrizione e bioterapie, svela 3 trucchi importanti per consumare il pesce in modo sano:

  1. Evitare le alte temperature. Se il pesce viene cotto ad elevate temperature, l'Omega 3 così benefico si può trasformare in grasso che non è affatto benefico e il pesce perde il suo valore nutrizionale e tutti i benefici.
  2. Consumo regolare, ma in quantità limitate. Per ottenere i risultati desiderati non serve mangiare un grande quantitativo di pesce in una volta, ma piuttosto consumare, nel quantitativo giusto, il pesce regolarmente, più volte. Se si consuma il pesce in eccesso, si affaticano gli organi di eliminazione, di depurazione, come i reni, le vie urinarie, il fegato.
  3. Evitare i condimenti a base di Omega 6. La relazione tra Omega 3 e Omega 6 deve essere una relazione corretta (4 a 1), ma se si consuma pesce e lo si condisce con degli acidi grassi particolarmente ricchi di Omega 6, ecco che si va ad inibire l’assorbimento degli Omega 3, sbilanciando la proporzione.

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[1] L' Omega 3 riesce ad essere utilizzato e assorbito bene dal nostro corpo se ha una buona proporzione con un altro tipo di acido grasso, l'Omega 6. Il rapporto ideale sarebbe di 4 a 1. Gli Omega 6, sono anch’essi acidi grassi polinsaturi, si trovano in abbondanza per esempio nell’olio di semi, nei frutti oleosi o nel tuorlo. E nella dieta abituale si tende a consumare particolarmente questo tipo di oli anche perché si trovano in tantissimi cibi confezionati. Ma sebbene gli Omega 6 siano utili, se abbiamo uno sbilanciamento nel rapporto tra Omega 3 e Omega 6, ecco che possono essere favorite delle malattie cardiovascolari e anche molte malattie infiammatorie (colite, gastrite, dermatite, etc.).








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