Ricollegarsi a ciò che di bello c’è: CATCH!

Intervista a Tamara Zanchetta, trainer dell’Happy Catch Club di San Vendemiano e di Gaiarine.

Tamara, cos’è l’Happy Catch Club? Come lo spiegheresti in breve?

È un luogo di incontro per le persone, dove si sperimentano semplici tecniche di respirazione, rilassamento, e soprattutto i benefici della risata incondizionata.

È una realtà piuttosto nuova qui nel nostro territorio. Tu hai aperto un Happy Catch Club a San Vendemiano presso il Centro Medicine Integrate (via Europa, 2B) e uno a Gaiarine presso il Poliambulatorio Meridiana (Piazza Vittorio Emanuele II, 2). Come ci sei arrivata?

È un servizio di volontariato quello che io svolgo come trainer negli Happy Catch Club di San Vendemiano e Gaiarine, perché per me è importante dare a tutte le persone (indipendentemente dalle loro possibilità economiche) un’opportunità di benessere. Il momento di svolta nella mia vita è stato quando ho incontrato lo Yoga della Risata nel 2013: praticando la risata, ho subito avuto numerosi benefici a livello psico-fisico e ho anche iniziato un percorso di introspezione e di crescita personale, perché la risata muove molto, anche da questo punto di vista. Ho aperto quindi un club di Yoga della Risata a Codognè, che ho tenuto fino all’anno scorso. Diciamo però che, nel tempo, pur amando molto lo Yoga della Risata, ho cominciato a vederne i limiti nella metodologia e a sentire il desiderio di qualcosa di diverso sia in me che in altre persone: notavo in modo particolare che nello Yoga della Risata si utilizzano esercizi di stimolo della risata che, per chi partecipa le prime volte, possono essere una forzatura, generando imbarazzo, e notavo anche che questi esercizi diventavano via via sempre più inutili. Sentivo il bisogno di un approccio che andasse oltre l’aspetto del gioco, che non fosse inteso come un momento di divertimento ma di benessere a livello personale. Nel 2014, attraverso lo Yoga della Risata, avevo conosciuto Richard Romagnoli: anche lui in quel periodo sentiva la necessità di proporre qualcos’altro per la crescita e il benessere delle persone. L’Happy Catch Club è un format ideato da lui, ed io ho seguito il suo filone, che include la pratica della risata, ma non si limita a quella.

Per rendere l’idea in maniera precisa, concreta, ci puoi dire come si svolge un incontro?

Si comincia con semplici esercizi di respirazione, per attivare la risata incondizionata che va mantenuta per 10-12 minuti, tempo necessario per sperimentarne i benefici. Questa è la parte più difficile, è come correre o fare jogging: all’inizio 100 metri possono essere pesanti, ma man mano che ti alleni diventa sempre più facile e arrivi poi a fare le maratone. La stessa cosa avviene con la risata. Poi, proprio come nello sport, anche attraverso l’esercizio fisico della risata si innescano tutta una serie di reazioni a livello fisico appunto: si attivano il sistema linfatico, l’ossitocina, le endorfine insieme ad altre sostanze, che noi chiamiamo “il cocktail della gioia” perché creano una situazione di benessere. Poi c’è la fase di rilassamento e, a seguire, il momento di condivisione su argomenti relativi alla crescita personale. Questo è un momento molto bello, perché normalmente non abbiamo tanti spazi dove poter parlare di certi argomenti. Le persone, invece, hanno proprio bisogno di poter esprimere il proprio pensiero, le proprie difficoltà, e magari condividere delle situazioni personali con persone che hanno una certa sensibilità. Infine c’è il catch: una pratica di tipo energetico che ci ricollega alla positività di quanto ci accade, ci rieduca a cogliere la positività, la bellezza che ci circonda e, così facendo, ci ricarica. È un po’ il senso di QualBuonVento! Noi siamo talmente abituati ad essere immersi nelle cattive notizie, nella negatività, da non accorgerci di quanto ci viene tolto a livello di benessere, di forza, di energia interiore. Mentre attraverso il catch, che è molto semplicemente il gesto dell’ok, catturiamo quel che ci accade di bello e ce lo portiamo al cuore. Questo gesto dovrebbe essere ripetuto ogni volta che cogliamo qualcosa di positivo. Sembra una cosa banale, però facendo questo ancoraggio tra il gesto e la bellezza noi davvero ci ricarichiamo. Attraverso questa pratica ci abituiamo a cogliere quello che di positivo c’è. A volte le persone dicono “ma a me non accade niente di bello”. Io suggerisco sempre di partire dalle cose semplici – un fiore che sboccia, la farfalla nel giardino, il sole che tramonta, il sorriso di una persona che ci saluta – che forse diamo per scontate, ma è quotidiana bellezza che fa parte della nostra esistenza. Dobbiamo cominciare a guardare quello che ci circonda con occhio diverso. Poi accade che più tu lo fai più tu ti abitui alla bellezza e alla positività, ti abitui a coglierla. E non puoi più farne a meno. È una pratica che, se eseguita regolarmente, ti aiuta anche nei momenti di difficoltà, perché il senso è non solo cogliere elementi positivi, ma anche, nel momento in cui ti accade qualcosa che ti mette in crisi, riattivare il catch che ti ri-armonizza, ti ricollega alla positività che hai dentro come riserva di energia.

Chi si accosta all’Happy Catch Club che cosa ricerca?

L’Happy Catch Club sicuramente risponde a dei bisogni: il principale bisogno è di de-stressare, avere uno spazio per sé dove potersi liberare dalla pesantezza, dallo stress; ci sono anche persone che vivono situazioni particolari o che stanno attraversando momenti di cambiamento della propria vita, e che quindi hanno bisogno di trovare uno spazio di energia, di ricarica oltre che di rilassamento; c’è anche il bisogno di uscire da situazioni di tristezza, di nebbia, di grigiore e tanti vendono nella partecipazione al club una spinta al cambiamento e alla trasformazione personale.

Mi viene in mente la saggezza stoica che distingue tra cose che dipendono da noi e cose che non dipendono da noi. Sulle prime si può lavorare, e, alla luce di questo lavoro interiore, le secondo dovrebbero risultare indifferenti, ovvero non dovrebbero turbarci. È un po’ questa l’idea?

È così: si lavora sull’atteggiamento mentale, e quando si lavora su di sé anche le situazioni all’esterno si modificano.

Quando si tengono gli incontri a San Vendemiano e a Gaiarine e come si fa a partecipare?

Gli incontri si tengono il martedì sera: il primo e il terzo martedì del mese a Gaiarine, il secondo e il quarto a San Vendemiano. Chi fosse interessato a partecipare può contattarmi al numero … o mandare una mail all’indirizzo tamaralucadd@gmail.com






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok