Salute

29 Dic 2020


Sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione

Approfondimento a cura della dott.ssa Mary Nicastro - Biologa Nutrizionista - Titolare di Nutrigenimed.

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è un problema, ovviamente tipico delle donne (colpisce il 5-10% della popolazione femminile), che insorge in seguito alla pubertà ed è considerata l’alterazione endocrina più comune in età fertile. Tale problema genere importanti effetti “collaterali” sulla salute della donna manifestandosi con sintomi e segni di tipo estetico, metabolico e riproduttivo.

È caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie, dalla presenza di cisti ovariche multiple e da alterazioni endocrinologiche e metaboliche (come iperandrogenismo, ossia eccesso di ormoni maschili con tutte le conseguenze che questo può portare ad una donno, resistenza all’insulina e quindi conseguente iperinsulinemia con “difficoltà” a metabolizzare gli zuccheri, ecc) 

Gli effetti diretti dell’iperandrogenismo sono evidenti e possono essere di vario genere come:

  • irsutismo (eccesso di peluria su viso e corpo)
  • alopecia androgenetica (acne e calvizie di tipo maschile)
  • disturbi mestruali (mestruazioni irregolari, assenza di mestruazioni per più mesi, cicli scarsi o prolungati).

Avere la PCOS non indica essere sterili ma il fatto di non avere il ciclo regolare prevede di ricorrere alla induzione dell’ovulazione.

Per ridurre gli effetti collaterali della PCOS è importante seguire uno stile di vita sano, svolgere esercizio fisico (importante per ridurre la resistenza insulinica) e valutare se necessario perdere peso (anche questo utile a ridurre i livelli di insulina, a regolare gli estrogeni e ridurre il testosterono, tutti fattori che possono ripristinare l’ovulazione o favorire l’effetto dei farmaci utilizzati per l’induzione dell'ovulazione).

Cosa bisognerebbe fare in termini pratici per ridurre gli effetti della PCOS:

Alimentazione a basso carico glicemico, con alimenti integrali e leggermente o tendenzialmente low-carb (tranne in casi di amenorrea con sottopeso); è fondamentale anche la diminuzione del carico glicemico del pasto con abbinamento carboidrati-proteine-grassi-verdure (ossia lo schema del piatto sano che Nutrigenimed tanto promuove).

Riduzione del consumo di latte e derivati non per un problema legato al lattosio ma probabilmente alla stimolazione di fattore di crescita cellulare. Non vi sono controindicazioni per il consumo di yogurt che, anzi, migliora la microflora intestinale e quindi le connessioni dell’asse intestino-cervello. In caso di acne tutti i latticini sono controproducenti. La sostituzione con bevande vegetali non è sempre utile perché spesso questi sono più zuccherini ed hanno un indice glicemico più alto.

Soia?! Per questo alimento gli studi sono contrastanti: secondo alcuni la soia dà beneficio per il controllo dell’insulino resistenza, come qualsiasi altro legume, ma non sul controllo ‘ormonale’ della sindrome; secondo altri gli isoflavoni di soia (assunti mediante integratori e non presi dalla soia come alimento) possono dare benefici sulla diminuzione di ormoni sessuali (LH e DHEAs), secondo altri la soia sarebbe controproducente perché amplificherebbe lo squilibrio endocrino, per cui, in via precauzionale, evitare consumo frequente o abbondante di soia. In ogni caso, se usata, è meglio accertarsi che sia di buona qualità (non OGM, con trattamento per antinutrienti, senza additivi nei prodotti trasformati)

➤ Valutare se escludere il glutine in caso di ipofertilità

➤ Inserire nella propria alimentazione proteine nobili e grassi salutari

Come quelli derivati da pesce di ogni tipo, uova, carne bianca; olio evo, olio di cocco, avocado

➤ Prediligere una dieta antinfiammatoria che abbia bassi quantitativi di grassi saturi, trans (margarine, prodotti industriali, grassi fritti), alimenti bianchi raffinati, sale e zuccheri aggiunti, per contro sarebbe utile usare spezie ed erbe aromatiche, verdura cruda, centrifugati, pesce ricco di omega-3, semi, avocado.

Quindi preferenza per alimenti non conservati, e non trattati industrialmente (possibilmente, non da allevamenti intensivi).

  • Caffè: da ridurre il più possibile (200 mg/die) (aumentano gli androgeni, competizione per progesterone)
  • Alcol: da limitare a 1-2 unità alcoliche a settimana (aumentano gli androgeni)
  • Dolci: in ottica di dieta low-carbs/controllo insulinemico, da limitare il più possibile.

Da non sottovalutare anche il timing dei pasti.

Alcuni studi dimostrano che un determinato timing dei pasti, associato a una corretta ripartizione dei macronutrienti, permette di:

- diminuire l’insulino-resistenza;
- diminuire il testosterone libero;

- migliorare l’assetto relativo al picco delle gonadotropine (= migliorare ovulazione).

Nello specifico gli orari di consumo dei pasti dovrebbero cadere all’interno di questi range:

- Colazione: tra le 6 e le 9
- Pranzo: tra le 12 e le 15
- Cena: tra le 18 e le 21

(Ciascun orario di consumo è da collegare al precedente)

La colazione dovrebbe essere il pasto più abbondante e il resto della giornata dovrebbe andare “a scalare” dal punto di vista calorico, ciò permette di avere un miglioramento dell’assetto endocrino e dell’ovulazione

Per informazioni e dettagli più specifici e personalizzati, vi aspettiamo presso il nostro centro Nutrigenimed in via Cesare Battisti 5n a Conegliano.






ABOUT AUTORE

dott.ssa Mary Nicastro

Sono Mary Nicastro e sono una BIOLOGA NUTRIZIONISTA.

Ho conseguito la Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università degli Studi di Catania effettuando una tesi in IGIENE DEGLI ALIMENTI e la laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano effettuando una tesi sperimentale in NUTRIZIONE

Ho partecipato, in team, ad un progetto Europeo per L’innovazione Scientifica in campo alimentare indetto da FederAlimentari;

Nel 2009 ho collaborato con l’Università degli studi di Milano, come consulente, per un progetto CE Truefood

Ho sostenuto e superato l’ Esame di abilitazione in Biologia e mi sono iscritta all’Albo dell’ Ordine Nazionale dei Biologi Sez A n. AA_067269 che conferisce il titolo giuridico a svolgere la professione di Nutrizionista.

Sono iscritta all’Albo D’Oro dei Biologi Nutrizionisti.

Collaboro con l’ordine dei Biologi, come Biodefensor, contro l’abusivismo della professione di Biologo

Effettuo consulenze per stilare protocolli dietetici individualizzati per adulti, bambini, soggetti intolleranti e allergici, donne in gravidanza e in allattamento, soggetti con patologie cronico-degenerative di vario tipo, sportivi, nonché per soggetti affetti da DCA (disturbo del comportamento alimentare) che non necessitano di ricovero in struttura.

L’approccio utilizzato prevede la combinazione dello stile alimentare dettato dalla DIETA MEDITERRANEA in combinazione con la NUTRIGENETICA.

Organizzo:

  • Corsi di Cucina Consapevole,
  • Corsi per la menopausa
  • Corsi sullo svezzamento naturale,
  • progetti e incontri con le Scuole sia di rieducazione alimentare che per la prevenzione dei disturbi alimentari,
  • incontri informativi e divulgativi gratuiti

Collaboro con svariati professionisti del settore socio-sanitario per avere un approccio a 360 gradi sulla persona.





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