Salute

23 Ott 2018


Sono davvero gli impegni a stancarci?

La nostra esistenza è un susseguirsi di scene che si dispiegano tra la casa e il posto di lavoro. Spesso tra i macro eventi quotidiani se ne inseriscono altri che influiscono in modo importante sull’andamento delle nostre giornate. Capita di sentirsi affaticati a causa dei molteplici impegni che affollano la mente e impegnano il tempo… ma sono davvero gli impegni a stancarci?

Brendon Burchard, uno dei coach di crescita personale più seguiti al mondo, ha una teoria molto interessante a riguardo. Dopo aver studiato per anni i comportamenti delle persone di successo[1], egli ha notato che a stancarci non sono tanto gli impegni, quanto le transizioni:

«La gente perde ogni giorno una quantità impressionante di concentrazione, volontà ed energia emotiva perché non è in grado di gestire a dovere le transizioni. Inoltre, durante il giorno non beneficia dei vantaggi derivanti da una maggiore resistenza fisica e mentale».

Le transizioni sono i momenti di passaggio tra un impegno e l’altro, tra una scena e l’altra della nostra quotidianità. Questi momenti, a cui spesso diamo poco valore correndo da una parte all’altra, sono estremamente importanti; Burchard li definisce «un potente scampolo di libertà tra un’attività e l’altra».

Se ci facciamo caso, sono innumerevoli le transizioni che affrontiamo durante la giornata e il più delle volte non facciamo che portare l’energia negativa accumulata in una scena a quella successiva, e così via in un circolo vizioso.

Uscire da questa circolarità è possibile se impariamo a gestire meglio il tempo e a non sottovalutare le pause, ovvero le transizioni. Brendon ha ideato una tecnica che può diventare una sana abitudine per tutti. Al momento di passare da un’attività ad un’altra – per esempio quando, dopo una giornata di corsa, torniamo a casa dalla famiglia, oppure, viceversa, quando passiamo dagli impegni familiari e domestici a una riunione di lavoro importante – proviamo a:

  • chiudere gli occhi per un paio di minuti;
  • ripercorrere le sensazioni dell’attività che si è conclusa ripetendo mentalmente la parola “rilascia”, invitando il proprio corpo a distendere i muscoli del collo, del volto, delle spalle per eliminare la tensione;
  • quando iniziamo a sentirci più leggeri, possiamo stabilire un’intenzione, ovvero concentrarci su ciò che desideriamo provare nell’attività successiva, su come vogliamo condurre la prossima conversazione o gestire il prossimo evento.

Questa tecnica molto semplice aiuta a sfruttare al meglio le transizioni per svuotarsi e ricaricarsi, quindi affrontare ogni situazione con lucidità, senza il carico della precedente. Ed esserci al 100%.

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[1] Brendon Burchard, “Le abitudini per l’alta prestazione”, ROI edizioni

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Di Assunta Corbo, articolo tratto da thatsgoodnewsblog.com






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