Editoriali

18 Feb 2017


GIORNALISTI, CAMBIATE LE LENTI CON CUI GUARDATE LA REALTÀ!

Il messaggio del papa per la 51° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ci incoraggia a continuare a percorrere la strada intrapresa, sicuramente meno battuta, ma più edificante…

“Bad news is good news”, recita una massima del giornalismo americano, assunta come regola aurea dai comuni mass media: le cattive notizie sono buone notizie, perché più ascoltate, più visualizzate, più condivise... Così, la narrazione della realtà si appiattisce sulla dinamica della negatività e, quasi senza accorgersene, a fronte di un incremento dello share, si perde il gusto di vivere: «dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non è una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati», il rischio è di «essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione». A lanciare l’allarme è papa Francesco nel messaggio per la 51a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: “Non temere, perché io sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo. Francesco invita a «spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione» sulle cattive notizie: guerre, terrorismo, scandali e fallimenti nelle vicende umane.

Francesco non chiede di ignorare i drammi del nostro tempo, come le moltitudini di migranti che cercano a fatica una terra che li accolga o le disuguaglianze sociali che spingono i poveri sempre più in basso. Fedele al principio di realtà da cui non si può derogare, il Papa spiega che non è sua intenzione «promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male», bensì promuovere lo sforzo - tanto più efficace quanto più condiviso - a «oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite».

All’accettazione passiva di un mondo che sembra impossibile cambiare Francesco oppone la ricetta di «uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia». «La realtà, in sé stessa, non ha un significato univoco - precisa il Papa -. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli “occhiali” con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa». Sta a noi la scelta: possiamo vedere solo macerie, oppure possiamo tentare di scorgere la vita che preme e si fa largo tra le macerie.

Con questo suo messaggio rivolto ai giornalisti, Francesco entra nelle dinamiche dell’informazione e ribalta il paradigma della negatività: «Ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada della prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire». La ricerca del “positivo” non vuol essere una forma di evasione dalla tragedia o dalle varie forme di decadimento attuale, ma si propone come analisi di alternative sistemiche e comportamentali che contemplino il “negativo” al loro interno e, al contempo, stimolino una riflessione in senso etico e indichino una via per il miglioramento. Questa la strada da noi imboccata, nella persuasione che è sempre possibile scorgere una buona notizia nella realtà e illuminare, con essa, la storia e il volto di ogni persona.

Il messaggio completo di papa Francesco

Fonte: www.agensir.it






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