Non c’è tempo da perdere!

Il tempo è poco, Cristo è ormai sulla soglia di casa, urge che l'umano cambi rotta: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mc 1, 1-8).

Dio non è facile da stanare. È Bellezza che sceglie d'apparire in una stalla, tra lordure di ogni sorta e odori sgradevoli, in compagnia di ciò che solo la natura può concedere: fiatone, paglia e carezze di donna. È Bontà che si fa strada nella terra degli uomini, spazio conteso tra benedizione e maledizione. È un Dio Bambino che, come fanciullo disarmato e ingenuo, si piazza in mezzo a noi, per abitare la nostra storia e trasfigurarla.

Laddove tutti vedono sempre solite-cose, gli occhi di bambino vedono sempre nuove-tutte-le-cose. Che poi sono le stesse cose, ma viste sotto una luce diversa. C’è un mondo che sta sotto in nostri occhi: è il mondo che vediamo quotidianamente. Dentro questo mondo, però, c’è tutto un altro mondo. Lo si vede ogni volta che - anziché gettarlo - si rimette mano a qualcosa di rotto; così, dal vecchio può generarsi vita nuova. Lo si vede ogni volta che si raccoglie un pezzo di pane da terra perché neanche una briciola è data per scontata, ma accolta come dono immeritato.

È inizio della Buona Notizia, presagio di gioia, speranza intravista, che mette continuamente in moto la Vita.

La bella notizia è una persona: Dio che si fa Uomo, e fiorisce sulla nostra terra, per fare di una storia apparentemente fragile e funesta, quale sembra la storia di quaggiù, una storia di Salvezza. Così, insieme a Lui fioriscono altre belle notizie: la bontà delle creature, chi mi vive accanto, i sogni condivisi, la bellezza seminata nel mondo, «la tenerezza che trova misteri dove gli altri vedono problemi» (L. Candiani). E se qualcosa di cattivo o doloroso accade, buona notizia diventa il perdono, che lava via le ombre dagli angoli oscuri del cuore e desta stupore, il quale - date tempo al tempo - diventerà notizia di benedizione!

A salvare il mondo non sarà la noia prevedibile del potere ma l’ingenua fragilità di un bambino. Notizia che spiazza, imbarazza, fa battere il cuore. Dopo ogni Natale la storia non rimane mai la medesima. Spalancata è la via lungo la quale umano e divino si toccano: Dio diventa uomo affinché l’uomo diventi simile a Dio. Ciò che conta è che d'ora innanzi c'è un Uomo la cui grandezza è pure la sua fatica: «Viene». Giorno dopo giorno, passo-passo, continuamente, Dio viene. Instancabilmente s’incarna, si fa lievito, sale e luce di questa nostra terra. Perderselo, è perdersi. Rischiare di non trovare più la buona notizia in un mondo di cattive notizie. Rischiare di non trovarsi più.

In prossimità del Natale ci auguriamo di continuare a sognare in grande muovendo piccoli passi sulla strada del Vero, del Buono e del Bello. Ringraziamo i nostri lettori per condividere con noi questo entusiasmante percorso. Sulle ali del Buon Vento, arrivi a tutti voi un sincero augurio di Buon Natale!






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