QualBuonDetto

06 Lug 2018


Il maestro e lo scorpione

La storia zen che insegna a non cambiare la natura propra o altrui, ma ad assumere le dovute precauzioni per entrare in sintonia.

Un maestro zen vide uno scorpione che stava annegando e decise di aiutarlo e sollevarlo dall’acqua.
Ma, quando lo fece, lo scorpione sentendosi minacciato lo punse.

Sentendo il colpo secco della puntura, il maestro mollò la presa e lo scorpione cadde ancora in acqua.
Ancora una volta il monaco lo sollevò ed ancora una volta lo scorpione lo punse.

Un discepolo dopo aver osservato la scena, interrogò il maestro sul perché della sua ostinazione.

Il maestro rispose così: «La natura dello scorpione è di pungere, ma questo non modificherà la mia che è quella di prestargli soccorso e di aiutare».

Detto questo, il maestro ragionò sul da farsi e con l’aiuto di una foglia riuscì a salvare lo scorpione senza essere nuovamente punto e continuò rivolto al suo discepolo: «Non cambiare la tua natura in risposta al male che ti viene inferto, sii solo accorto. In genere gli uomini sono ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te. C’è chi ha la natura di aiutare, chi invece ha la natura dello scorpione: occupati solo della tua coscienza e non di ciò che la gente dice di te, perché solo la tua coscienza ha a che fare con ciò che tu realmente sei, la reputazione è ciò che gli altri credono tu sia».






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