La Costituzione italiana: una delle cose più belle del mondo

R. Benigni: «Lì dentro c’è la strada per risolvere tutti i nostri problemi».

I due nemici della Costituzione e del nostro vivere insieme ordinatamente e serenamente sono l’indifferenza e il non-voto.

1. L’indifferenza, cioè il disinteresse per la politica. «Voi mi direte: “Benigni, con questi tempi che corrono ci vieni a dire di rispettare la politica?” No, infatti. Io non vi dico di rispettarla, vi dico di amarla. Di amare la politica. È la cosa più alta del pensiero umano per costruire la nostra vita insieme. Per organizzare la pace, la serenità e il lavoro. C’è solo la politica, non è che c’è un’altra scienza. E chi se ne occupa lo sa. Quindi vi dico di amare la politica. Non avere interesse per la politica è come non avere interesse per la vita. Non mi interessa niente. Ma come non ti interessa la politica? Allora vuol dire che non solo non ti interessa la tua vita. Non ti interessa nemmeno quella di tuo figlio. Se andrà a scuola, se avrà un buon insegnamento, se s’ammala se sarà curato, se si sposerà, se troverà un lavoro. No, non mi interessa. Fate voi. Fate voi? La vita di tuo figlio? La tua? Questa è la politica: organizzare la nostra vita. La costruzione della nostra vita. Coloro che hanno scritto queste cose (…) erano politici. (…) E hanno scritto una cosa immensa, grandiosa, che ci salva. Queste sono le cose straordinarie. Per questo bisogna interessarsene. (…) Disprezzare la politica è come disprezzare se stessi. E non bisogna confondere l’istituzione con chi la rappresenta in quel momento. Ci sono dei politici tremendi. Se un padre schiaffeggia un figlio dalla mattina alla sera non è la paternità orribile. La paternità è meravigliosa. È quel padre che è orribile. Ci sono dei politici che non amiamo, ma non sono tutti uguali. Anche quelle sono frasi tremende…».

2. Il non-voto. «Votare, Votare. È l’unico strumento che abbiamo. Ma per arrivare al voto ci sono volute migliaia (per non dire milioni!) di persone morte per darci la possibilità di esprimere ciò che noi desideriamo. C’è sempre la differenza. Anche tra due terribili ce n’è sempre uno meno peggio. Guardate che ognuno di noi ha più potere di quel che pensa sul mondo. Ognuno di noi porta il suo contributo invisibile ma concreto verso il bene o il male, verso il giusto o l’ingiusto. Piccolissimo ma c’è. La cosa più terribile è chiamarsi fuori. Non votare. Voi direte, “Benigni io faccio quello che mi pare”. Giusto. La Costituzione è stata scritta proprio per la libertà. Ma c’è un articolo sul voto, è come se dicesse: ti diamo tutte le possibilità, ma non ti tirare fuori! Anche se sbagli e voti una cosa sbagliata dai a me la possibilità di confrontarmi con te, la possibilità di dire “guarda non sono d’accordo”. E così organizziamo la nostra vita. Ma se ti tiri fuori è terribile: come Ponzio Pilato, vai in mano alla folla, e la folla sceglie sempre Barabba, sempre. Si dà proprio il potere agli altri (…) E non bisogna farlo. Votate!».

«La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato, però con una differenza: mentre la legge vieta, proibisce, la Costituzione favorisce, spinge; mentre la legge ti trattiene, questa proprio ti spinge (“prova, dai su”); mentre la legge fa paura, la Costituzione ti protegge, ti vuole bene… è la nostra “Mamma”… E poi è tutto a favore, è tutto un sì, desidera! (Coloro che l’hanno scritta) sapevano che il bisogno si placa, il desiderio mai… Loro non potevano applicare queste cose e hanno detto “fatele voi per noi”! È la legge del Desiderio la nostra Costituzione!». E se vogliamo, attenendosi alle regole e pensandoci su bene, la Costituzione si può anche modificare... È una possibilità insita nella Costituzione stessa, perché «tutto è stato fatto per la nostra felicità». «Certo che è un paradiso la Costituzione - ha affermato Benigni più di recente - ma un paradiso da cui non si può uscire diventa un inferno: quindi si muove, respira, si può fare tutto ma bisogna farlo nel migliore dei modi».

Roberto Benigni

 

Di seguito, il video con buona parte delle parole sopra riportate e, in aggiunta, la storia della nostra Costituzione raccontata da Roberto Benigni.  








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