QualBuonDetto

20 Apr 2018


Passare oltre...

Questo racconto buddista ci mostra che spesso la nostra felicità dipende dall’ignorare il male ricevuto e passare oltre.

Si dice che una volta, un uomo si avvicinò a Buddha e, senza dire una parola, gli sputò in faccia. I suoi discepoli si arrabbiarono.

Ananda, il discepolo più vicino, chiese a Buddha:

- Dammi il permesso di dare a quest’uomo ciò che merita!

Buddha si asciugò con calma e rispose ad Ananda:

- No. Io parlerò con lui.

E unendo i palmi delle mani in segno di riverenza, disse all'uomo:

- Grazie. Con il tuo gesto mi hai permesso di vedere che la rabbia mi ha abbandonato. Ti sono estremamente grato. Il tuo gesto ha anche dimostrato che Ananda e gli altri discepoli possono essere ancora assaliti dalla rabbia. Grazie! Ti siamo molto grati!

Ovviamente, l'uomo non credette a ciò che udì, si sentì commosso e angosciato. Non riusciva a dare una spiegazione a quanto era accaduto. Fu preso da un tremore per tutto il corpo, la sudorazione gli fece bagnare le lenzuola. In vita sua non aveva mai incontrato un uomo con un carisma così forte. Il Buddha aveva frantumato i suoi pensieri e tutto il suo modo di vivere ed agire.

La mattina successiva l'uomo tornò dal maestro e si gettò ai suoi piedi. Allora il Buddha si rivolse ad Ananda:

- Hai visto? Quest'uomo è tornato per dirmi qualcosa. Anche questo gesto di toccare i miei piedi è un suo modo per dirmi ciò che altrimenti non gli era possibile spiegare a parole.

L'uomo guardò il Buddha e disse:

- Perdonami per quello che ti ho fatto ieri.

Il maestro gli rispose che non c'era nulla di cui perdonargli e gli spiegò:

- Come lo scorrere del Gange fa sì che la sua acqua non sia mai la stessa, così neppure l'uomo è uguale a quello di prima. Io non sono più la stessa persona a cui tu ieri hai fatto qualcosa. E nemmeno colui che ieri mi ha sputato adesso è qui. Io non vedo nessuno arrabbiato come lui. Ora tu non sei più lo stesso uomo di ieri, non mi stai facendo nulla, quindi, non c'è niente che io ti debba perdonare. Le due persone, l'uomo che ha sputato e l'uomo che ha ricevuto lo sputo, entrambi non sono più qui. Perciò, adesso parliamo di altro.






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