Ti spiego io come si fa!

Il messaggio positivo di Nicola Legrottaglie.

Ti spiego io come si fa. Forse l'ha pensato Morata, quando ha platealmente rifiutato di dare la mano a Zidane*. Lo capisco. L'ho fatto anch'io. Da calciatore pensavo di sapere come si fa l'allenatore, almeno nelle scelte che riguardavano me. La mia espressione in panchina diceva tutto. Ora, però, da allenatore, capisco che... non capivo niente. È difficile da assimilare, ma bisogna fare uno sforzo. Quando Morata andava all'asilo, il suo allenatore alzava la coppa del mondo e ora, per la seconda volta consecutiva, è in finale di Champions. Basterebbe questo a dimostrare che qualcosa in più dei suoi giocatori la sa e per questo andrebbe rispettato e sostenuto, come dovremmo fare tutti fuori dal campo.
Oggi ho letto: Adriano Celentano bacchetta il papa. Bacchetta il papa? Se uno è cattolico, dovrebbe riconoscere l'autorità che riveste e sostenerlo con la preghiera, pur non condividendo. Invece no. Il giocatore sa fare l'allenatore, il tifoso sa fare il calciatore, il cantante sa fare il papa. Tutti sanno fare tutto. Ma quando siamo su un aereo spieghiamo al pilota cosa fare? "Vai più veloce, più in alto, passa da quella nuvola. No, hai sbagliato, metti la retro!" Se andiamo nel ristorante di Cracco, gli diciamo come fare la carbonara? E l'argilla può dire al vasaio come modellarla? Se l'allenatore facesse decidere i calciatori, si giocherebbe in 22 e tutti in attacco. Se il papa desse retta a Celentano terrebbe l'angelus molleggiando con la chitarra. Se Cracco ci desse i fornelli potremmo risparmiare i soldi e cucinare a casa nostra. Se il pilota ci desse il comando non potremmo raccontarlo. E se il vasaio ci lasciasse alle nostre certezze? Non saremmo che una massa informe di argilla.
Diamo una mano. Letteralmente, nel caso di una sostituzione, o metaforicamente, rispettando chi è nella posizione di scegliere, sostenendolo con la fiducia, col lavoro e, se abbiamo fede, con la preghiera. Vivremo con più leggerezza. Arriveremo a destinazione e mangeremo bene. E magari, come è successo a me, penseremo: "in fondo aveva ragione".

Nicola Legrottaglie, 16 maggio 2017 (fonte: Facebook)

*Il riferimento è alla partita Real-Siviglia di domenica scorsa quando Alvaro Morata non ha preso affatto bene la sostituzione decisa dal suo allenatore al 61ˈ e si è rifiutato di stringere la mano a Zinedine Zidane, che gliela porgeva.






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