Il buon profumo del sole

Ecco quel che mi sembra buono far conoscere, per la vostra felicità: una volta Brigid stava pascolando le sue pecore in un pascolo erboso, quando si riversò una gran quantità di pioggia e tornò a casa con gli abiti bagnati. E, quando entrò, un raggio di sole penetrava da una fessura all’interno della casa. Prestandoci poca attenzione lo ritenne una trave e vi gettò sopra il suo mantello bagnato di pioggia, come se fosse un legno grande e solido; appese così la sua veste a un tenue raggio di sole. Quando gli abitanti della casa ebbero riempito di meraviglia sorpresa i vicini raccontando questo grande prodigio, proclamarono quell’incomparabile vergine veramente degna di lodi”. (Vita di Brigida di Kildare)

Com’è bello questo piccolo racconto irlandese del VII secolo! Ogni parola andrebbe quasi meditata: un racconto che si fa per la felicità degli altri, il desiderio di donare ai vicini qualche briciola di incanto e di meraviglia. La capacità di stupirsi davanti al calore del sole e il gioco di parole tra il “tenue raggio di sole” e la grande trave dell’antica casa di campagna. Il gioco di sensazioni tra il tiepido torpore autunnale e l’umido degli abiti bagnati.

Lasciarsi anche noi, come Brigid di Kildare, incantare dai tenui raggi di questo sole autunnale ancora caldo e respirare il dolce aroma di vaniglia e cannella dei panni stesi al sole. Potere anche noi come il grande poeta triestino Umberto Saba “lasciarsi conquistare dall’incanto”, dire “che schianto l’autunno”, dimenticare “che fin da bambina ho pianto” e sentire l’anima che rifiorisce, come una foglia di rubino.

…Dici – e ad un noto incanto mi conquista
la tua voce –: «Non vedi là in giardino
quell’albero che tutto ancor non muore,
dove ogni foglia che resta è un rubino?
Per una donna, amico mio, che schianto
l’autunno! Ad ogni suo ritorno sai
che sempre, fino da bambina, ho pianto».

- Umberto Saba, da Autunno -

Iniziamo così, con gratitudine, la rubrica “Qual Buon Sogno!”. Esercizi di attenzione al reale, per scoprire la gioia di guardare al concreto con occhi nuovi. Riusciremo di certo anche noi a vedere anche nel sole “lo sposo che esce dalla stanza nuziale”, come dicono i Salmi.






ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok