QualBuonSogno

20 Ott 2021


La luce delle pietre preziose

(Eligio)

“Il buon Eligio, che era nato in una famiglia contadina del Limosino, era sempre stato attratto dalle cose belle. Forse è per questo che un giorno decise di diventare apprendista presso un orafo che lavorava nella grande città. Lì si stampavano monete così curate, che anche i rudi volti dei re franchi, i re dalle lunghe chiome, sembravano quelli di antichi imperatori. Lì imparò l’arte degli smalti, apprese a cesellare l’oro e si racconta che la sua bravura andasse di pari passo con la sua onestà. Un giorno il re Clotario gli domandò di costruirgli un trono, da cui poter giudicare il suo regno. Eligio si mise subito all’opera.

Terminato il lavoro il re entrò nell’officina e non poté credere ai suoi occhi quando vide che non c’era solo un trono, ma che dal materiale consegnatogli Eligio aveva formato ben due seggi quasi identici perché potessero sedere assieme lui e la sua consorte”. (Eligio, orafo del VII secolo)  

I racconti medievali non smettono di stupirci per la loro fantasia. Qui il buon Eligio prende alla lettera l’insegnamento del Vangelo: “se uno ti costringerà a fare un miglio, tu con lui fanne due” (Matteo 5,41)! Certo, in questo caso, l’insegnamento è semplice: Eligio, che aveva imparato a lavorare onestamente, non incassa per sé gli avanzi dell’oro ma li investe in una seconda opera.

Personalmente però mi piace anche assaporare la passione di Eligio per le cose belle, la sua scoperta della magia delle pietre preziose e dei loro colori. La Bibbia stessa quando deve parlare della città celeste sogna le sue mura come rivestite di tutti i colori delle gemme: “I fondamenti delle mura della città erano adorni d'ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisòlito; l'ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l'undicesimo di giacinto; il dodicesimo di ametista. Le dodici porte erano dodici perle e ciascuna era fatta da una perla sola. La piazza della città era d'oro puro, simile a cristallo trasparente” (Apocalisse 22, 19-21).

Inoltre il racconto ci dice che Eligio non ha deciso di sovraccaricare il suo trono per farne un sontuoso segno di dominio, ma che ha saputo immaginare quel re franco “dalle lunghe chiome” seduto affianco alla sua consorte, in un giudizio condiviso e quindi più assennato. Credo che questa sia davvero la trasparenza, la luce e la bellezza del trono di Eligio: non tanto la sua sontuosità quanto la sua capacità di immaginare e di proporre un sogno, un mondo diverso.

La letteratura si è spesa in lungo e in largo nel ricercare i significati e le virtù delle varie gemme, ma forse la più bella testimonianza la trovo nei versi del poeta Laurent Drelincourt, che, mentre in Francia infuriavano le guerre di religione, aveva trovato il tempo di dedicare le sue rime a cercare quella verità profonda che gli ispirava la luce delle pietre preziose. Era anche lui a suo modo un erede di Eligio!

Come fanno ad uscire tanti fuochi, raggi, luci,

da un elemento così freddo, così grezzo, così rude?
E tante stelle nascere da queste scure cave
da far quasi della terra un secondo cielo?

Minerali radiosi, luminari terrestri,

di cui risplendono superbamente le teste dei re,
non posso considerarvi che come beni volgari,
e per me il vostro splendore è un debole ornamento.

Sole invisibile,

che hai dato l'essere al mondo,
vieni e forma nel mio cuore, per la tua virtù feconda,
i celesti gioielli della speranza e della fede.

Affinché, cessando un giorno di sperare e di credere,
io ottenga nel tuo cielo, e possegga con te,
la corona senza prezzo dei raggi della tua gloria.
 

- L. Drelincourt (1626-1680), Sulle pietre preziose -






ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









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