Ninna-nanna del mare

(Maughold)

Si dice che san Maughold, per fuggire alle tentazioni, avesse lascito la sua terra su una barca di vimini abbandonandosi al mare e lasciandosi cullare dal vento come da un antico canto fosse giunto sull'isola di Man, che dimora addormentata in mezzo alle terre dei Celti.

Addormentarsi su una barca, lasciando che siano gli altri a condurre. E la promessa che Gesù fa a Pietro: "In verità, in verità ti dico che quand'eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà" (Gv 21,15-19). Ed è quel gesto di fiducia che Gesù stesso compie quando leggiamo: "Intanto il Maestro dormiva in fondo alla barca, la testa appoggiata su un cuscino" (Mc 4,38).

Cosi talvolta ci pare che le cose stiano morendo, che giungano come ad una loro ineluttabile conclusione. E invece è solo la notte della fiducia. Il sonno fatato che lascia che il seme cresca da solo, senza il nostro aiuto, senza pensarci più, per ritrovarlo poi, più avanti, cresciuto, più forte, più maturo.

Io penso a quell'isola di Man dove giunse Maughold. Avamposto vichingo in mezzo alle terre celtiche. Nel 1974 era morto Ned Maddrell, l'ultimo locutore della lingua locale, le cui origini si perdono nei lontani e sanguinari scontri tra norvegesi e irlandesi. Risultava così definitivamente estinta una cultura. Eppure su quel sonno vegliava una donna... E non c'è sempre una donna vicino ad un bimbo che dorme? L'anziana Mona Douglas (1898-1987) sarebbe diventata la principale forza trainante per la sorprendente rinascita della lingua dell'isola di Man. Nel 1977 inventa il festival interceltico Yn Chruinnaght, avvio del risveglio linguistico sull'isola. Sarà stato san Maughold, colui che, calmando i venti, giunse sull'isola nel più fiducioso abbandono, a ispirare questo dolce risveglio?

Certo è che, davanti alle difficoltà, alle prove che sopraggiungono, talvolta, anche noi dovremmo avere il coraggio di cantare una di quelle antiche ninne-nanne che ci vengono proprio dall'isola di Mann e che la Douglas con amore raccolse. Abbiamo talvolta bisogno di melodie che calmano le onde e che ci dicono:

Taci bambino mio,
dormi mentre canto,
il vento soffia sulla tua culla che dondola,
ma se se il ramo si spezza
giù cadremo,
il bambino nella culla,
chi canta e tutti gli altri.
Taci bambino mio nato sulle onde,
il veliero beccheggia,
forte è il canto del vento,
in viaggio sulle maree e sul mare
avvolto e protetto dormirai
navigando con me.
Sulle colline ad ovest
o bambino, amore mio,
quando scurisce il crepuscolo,
la pace regna,
ma ragnatele di musica
vanno nell’aria.
Ah non li senti

andare avanti e indietro?

- Arrane Saveenagh, tradotta da Cattia Salto –

Per ascoltare la ninna-nanna clicca qui.






ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









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