QualBuonSogno

18 Nov 2020


Pensare per immagini

La figlia di un re delle terre d’Oriente fece a Fursa questa domanda: “A cosa ti paragoneresti?”
“Sono come un vecchio fabbro con la sua incudine sulla schiena” rispose.
“Dimmi cos’è quest’incudine?” chiese lei.
“Perseverare in quel che è sincero e puro” disse Fursa.
“Se dovessi trovare un ceppo su cui posare la tua incudine, la terresti ancora con te?” chiese lei.
“Si, è probabile che lo farei” disse Fursa. E lei allora gli offrì la terra dove viveva.
(dalla Regola di Tallaght o Insegnamento di Maelruain)

“Devi ambire alla santità, se vuoi che la tua anima sia luminosa coma un cigno. Nessun altro può farlo al posto tuo” (Regola di Comghall)

Quello che mi colpisce in queste citazioni non è tanto la storia che racconta la fondazione di un monastero irlandese nell’East Anglia riportata nella Regola di Tallaght, né l’insegnamento che vuole tramandarci la Regola di Comghall, ma quello che mi interroga è innanzitutto il fatto che, nel tentativo di organizzare una forma di vita, le Regole monastiche celtiche fanno un uso davvero ricchissimo delle immagini. Credo che da questa saggezza ci sia da imparare!

Per esempio, il fatto di narrare una storia per ragionare sul tema complesso della perseveranza o il fatto di paragonarsi a un vecchio fabbro che cerca il luogo dove poter intraprendere il suo lavoro per parlare della fatica che la perseveranza domanda aiuta a sbloccare attraverso l’immaginazione e la fantasia una riflessione che non è sempre così ovvio esprimere.

Se pensiamo a quei “cigni luminosi”, citati dalla Regola di Comghall, già sentiamo che parole un po’ astratte iniziano ad essere abitate da immagini parlanti e suggestive. Vedendo quei cigni che navigano sull’acqua leggeri e silenziosi, comprendiamo il modo in cui l’espressione deve essere intesa. Se pensiamo al loro biancore luminoso, ci torneranno forse alla mente anche le parole di Branduardi (che canta Yeats). Il poeta, osservando in quella stessa Irlanda i cigni di Coole levarsi in volo in “cerchi spezzati”, esclamava: “i loro cuori non sono invecchiati;/ passione o conquista ancora li accompagnano/ nel loro errante vagare”. Ecco allora che l’immagine ci fa comprendere che quello di cui le Regole vogliono parlare non è solo una forma di vita, ma una ricerca carica di bellezza e di desiderio.

Avere il coraggio delle immagini nelle nostre dinamiche più quotidiane, per scoprine tutto il senso e la ricchezza nascosta!

Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto
"più in là".
- Maestrale, E. Montale -





ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









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