QualBuonSogno

23 Dic 2020


Sedersi e leggere

Prima di addormentarsi, Lioba chiedeva ad una sua consorella di leggerle qualche pagina del Libro, che teneva sempre vicino al suo letto. Le sorelle più giovani, facevano questo servizio a turno e senza fastidio. Ma il fatto straordinario è che nel leggere, anche qualora lei dormisse, non potevano saltare nessuna parola e nessuna sillaba, senza che subito Lioba non se ne accorgesse. Come infatti ci hanno raccontato in seguito le sorelle, a cui questo servizio era affidato, spesso guardavano quando lei si fosse seriamente addormentata e allora provavano con ingegno di sbagliare la lettura, ma mai ne venivano fuori senza una correzione! Non è tuttavia straordinario che anche dormendo non potesse essere ingannata, infatti custodendo la Parola nel suo cuore, con la sposa del Cantico dei cantici poteva dire: «Dormo, ma il mio cuore veglia». (Vita di Lioba, da “La spada e l'orecchio”, Monasterium, 2019, p.101)

Ho pensato che in questo tempo di Natale forse ci sarà un po’ di tempo per la lettura e che questa piccola storia potesse darci qualche spunto per riflettere sulla pratica della lettura, come via prioritaria di “esercizio di attenzione al reale”.

Sarà per questo che la tradizione monastica è concorde nel dare alla lettura uno spazio importantissimo, e nella sua Regola san Benedetto esclama: “Alla mensa dei monaci non deve mai mancare la lettura!”, dedicando un intero capitolo al modo di leggere, al come accostarsi ad essa, “prendendo un po’ di vino” per avere la forza di arrivare fino in fondo alla pagina… Questa nota sul vino colora la lettura di un tono conviviale, integrandola in una dimensione di amicizia. Perché leggere è prima di tutto un esercizio del cuore che si allena ad un incontro.

D’altronde non è la stessa amicizia che Lioba aveva con il libro che aveva sul suo comodino e che ascoltava ogni sera? Non è sempre l’amicizia che coinvolgeva le giovani sorelle in uno scherzoso gioco di messa alla prova per testare la sorella più anziana?

Ricordo le frasi di J.D. Salinger, che, parlando di quel fantastico lettore che è il giovane Holden, dopo averci raccontato le notti sveglio a leggere, esclama:

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato
sono i libri che quando li hai finiti di leggere
vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle
e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”

(J. D. Salinger, “Il giovane Holden”)

Ritroviamo con Lioba la forza di questa magia trasformante!

 

Immagine: James Jebusa Shannon, "Racconti della giungla", 1895






ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









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