È TEMPO DI GIOCO… APPRENDERE INSIEME

Bambini e adulti in dialogo...

“I bambini che passano” è il titolo di un articolo di Laura Malavasi ed è così che sono definiti i bambini e le bambine che lasciano uno spazio educativo-formativo (nido, scuola dell'infanzia, scuola primaria e via di seguito) per passare a quello successivo. E direi che con il tempo tutto, il fare, l'apprendere è proiettato in questo passaggio! C’è una frenesia di non perdere tempo, anzi di guadagnarlo anticipando l’accesso al grado successivo. Mi domando se la preoccupazione da parte dei genitori e di molti insegnanti che il proprio figlio/alunno vi acceda preparato, non rimandi a un timore di essere giudicati buoni genitori/maestri sulla misura delle attese degli altri. E, fuori dalla bolla che ci ha custodito, questo è sempre più evidente.

Erano gli anni 90 ed entravano le prime fotocopiatrici nella scuola. Prima di allora si facevano le copie a mano: foglio A4 carta carbone, foglio A4, carta carbone, foglio A4, carta carbone... e originale che si riproduceva in serie più o meno numerose di 20/30 pezzi. Così si riproducevano le schede su cui avveniva la gran parte dell’azione didattica per l'apprendimento, ma il fatto che si dovevano riprodurre a mano, conteneva il numero delle schede proposte, limite caduto con l'avvento delle fotocopiatrici. Ho presente pile che comparivano a intervalli regolari sui mobiletti delle sezioni. C’è stato pure il tempo dei libri - quaderni di pre-grafia, pre-scrittura, pre – calcolo, e su quel "pre" rimando al mio articolo “Pre di che?” del 27 febbraio 2020 .

Della mia prima esperienza alla scuola dell'infanzia, ricordo che i 3 e i 4 anni avevano un libro di pre-grafia, mentre i bambini di 5 anni ne avevano ben tre: pre-scrittura, pre-lettura e pre-calcolo; ciò che non ricordo è quali giochi e fogli per disegnare avessero a disposizione, mentre ricordo che non era previsto il dipingere, il tagliare e l’incollare. Il tempo era occupato a eseguire gli esercizi di quei libri che i genitori avevano acquistato!

Dopo quarantasette anni, in  questi giorni sento ancora parlare delle preoccupazioni per i bambini che passeranno alla scuola primaria a settembre: “Ma saranno pronti? Quali lacune porteranno con sé? Quale svantaggio li accompagnerà lungo gli anni?”.

Preoccupate le maestre della scuola dell'infanzia rimediano mandando schede ai bambini di 5 anni, preoccupati i genitori chiedono quaderni e compiti per l'estate.

Tanto per ridere, ma c’è di che piangere di fronte a simile richiesta, in una diretta tra maestre e genitori di una scuola dell’infanzia, i genitori di bambini/e di 4 anni hanno chiesto, per l’estate che è alle porte (2020), di poter avere “le schede previste” per i 5 anni, in modo che i loro bimbi/e possano essere pronti per accedere alla primaria a settembre (2021)! E la maestra, una collega in dirittura di arrivo, è stata ben lieta di promettere il pacco!

Ragazzi!!!! Ma è peggio di prima, altro che andrà tutto bene!

Agli uni e alle altre direi: “E respirate, caspita, controllate l'ansia da prestazione, nessuno vi giudicherà, non è un esame quello che vi aspetta a settembre!”

Sarà che io sapevo che cosa avrei fatto con “i miei compagni di viaggio” solo dopo che l’avevamo fatto (e non è una contraddizione!), ma porterei la loro attenzione al tempo passato a scuola con bambini e bambine, e nella loro compagnia nei giorni del ritiro forzato dal Covid-19 e chiederei loro:

Avete osservato bambini e bambine?

Avete visto che essi/e nel gioco apprendono molto di più che su una scheda?”.

Beh, v’invito a scoprire anche in casa, nel quotidiano fare in famiglia, le numerose possibilità di mantenere allenate le competenze che sottendono alla scrittura e alla lettura.

Alcuni esempi?

Facciamo la pizza che tanto ci piace: prepariamo le dosi usando dei vasetti dello yogurt per calcolare la giusta proporzione tra gli ingredienti; impastiamo per combinare gli elementi; lo stendiamo per dargli la forma classica o ne inventiamo altre; decidiamo e disponiamo la farcitura; scaldato il forno a temperatura adeguata, si cuoce, e ce la gustiamo insieme!

Il riordino cruccio di ogni genitore! Anche ordinare i propri giocattoli, gli indumenti nei cassetti, può diventare un “gioco” se sollecitiamo bambino e bambina a disporli secondo un criterio personale che può essere di colore, di forma, di dimensioni, di materia, di genere.

E molte altre attività-gioco ci possono essere suggerite del Fare Quotidiano se guardiamo e ascoltiamo con attenzione.

Qualcosa di extra?

Allestiamo un piccolo orto oppure uno spazio giardino, anche con dei vasetti o ciotole di riciclo. Recuperiamo il terriccio, riempiamo i vasi, interriamo i semi conservati delle frutta che abbiamo mangiato e di limoni e arancia spremuti. Osserviamo mentre spuntano le piccole piante e ne registriamo lo sviluppo seme-pianta tenendo un piccolo diario, con disegni fatti dai bambini stessi o immagini cercate. Le didascalie possono essere scritte dai fratelli maggiori o dai genitori. Il profumo delle giovani piante aromatizzerà la casa!

È ancora poco?

Recuperiamo al supermercato un’ampia scatola di cartone, deponiamo all’interno un leggero strato di farina da polenta (altezza due dita stese): potremo disegnare, produrre tracciati che compaiono e scompaiono con un semplice tocco di mano. Insieme possiamo giocare a indovinare la figura che risulterà aggiungendo un segno alla volta!

Non basta?

Ci servono delle forbici, con le punte arrotondate e della misura secondo l’età, di acciaio e che tagliano. Creiamo forme diverse da carte colorate, anche di giornale; le incolliamo componendo figure; aggiungiamo segni e forme con pennarelli sottili. Se mettiamo in sequenza i fogli, possono nascere storie inimmaginabili.

Oppure…

Su un foglio di carta colorata tracciamo con le forbici un taglio a piacere, da un lato all'altro; disponiamo le due parti su un foglio bianco e le incolliamo lasciando uno spazio tra loro; riempiamo gli spazi con tracciati, con forme e le lettere dei nomi conosciuti, usando i pennarelli sottili. Si possono aggiungere fogli a fogli, a partire dall’immagine prima… lasciandosi portare dalla casualità.

Importante è che bambino e bambina siano coinvolti fin dall'inizio nel processo, non siano solo coloro che usufruiscono di un prodotto dell'adulto o semplici replicanti. Nell’essere resi complici nella scelta di che cosa fare, che cosa usare, dove trovare ciò che ci serve per… si esercita la loro competenza del progettare, dell’ipotizzare.

E non è molto di più di un semplice tracciato su un foglio che riproduce un segno deciso dagli altri?

Nel fare con le mani, nel verificare la corrispondenza del prodotto finale rispetto a quanto atteso, matura la consapevolezza della ricaduta delle proprie azioni anche sul piano sociale.

Sfondo di tutte le esperienze è il dialogare che avviene tra bambino/ bambina e l'adulto che li accompagna in questo loro giocare.










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